Equitalia vuole 32mila euro:
il Comune la trascina in giudizio

Lunedì 30 Dicembre 2013 di Guido Fraccon
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ADRIA (ROVIGO) - Il Comune ricorre avanti la Commissione tributaria provinciale contro una cartella di pagamento. La giunta ha autorizzato il primo cittadino Massimo Barbujani a ricorrere contro l'Agenzia delle Entrate - Direzione provinciale - ed Equitalia, con una istanza di sospensione dell'esecuzione. Si tratta di una cartella notificata il 22 ottobre per 32.382,16 euro, conseguente ad un avviso di rettifica e liquidazione, per imposte di registro e ipocatastali.



Il Comune aveva già chiesto a novembre, sempre a Equitalia e all'Agenzia delle Entrate, la sospensione della cartella di pagamento, essendo pendente il ricorso proposto dal co-obbligato contro l'atto di liquidazione. Qualche giorno fa però è stata comunicata alla municipalità la revoca della sospensione dell'esecuzione precedentemente concessa. Da qui, prima che scadessero i termini, la decisione di proporre ricorso. La difesa sarà affidata all'avvocato del comune Beatrice Pozzato. L'operazione nel suo complesso costerà alle casse pubbliche 1300 euro.



Si tratta di una situazione kafkiana. Palazzo Tassoni era diventato debitore in solido, con un privato, di questo presunto debito per aver ceduto a trattativa privata, dopo che l'asta era andata deserta, un lotto di terreno ubicato in viale Risorgimento, ad un prezzo ritenuto inferiore, del doppio, rispetto a quello stimato dall'Agenzia delle entrate.



La vicenda era emersa durante i lavori di uno degli ultimi consigli comunali ed i consiglieri erano stati chiamati a ratificare nell'ambito della variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2013, un presunto debito fuori bilancio frutto di questa cartella esattoriale.



Il terreno in questione era stato aggiudicato nel 2010 per la cifra di 117.100 euro, 100 euro in più della base d'asta. Di contro un anno dopo l'Agenzia delle Entrate aveva ritenuto il prezzo pagato dal privato non congruo stimando l'appezzamento di terreno il doppio, valutandolo 233.400 euro. Da qui era partito l'accertamento nei confronti del privato, che aveva proposto opposizione nelle sedi competenti, e della pubblica amministrazione. Palazzo Tassoni, nonostante i 60 giorni di tempo per l'opposizione, aveva lasciato decorrere inutilmente i termini. Ultimo aggiornamento: 18:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA