Vaccini in calo, ma il Veneto è deciso:
«C'è maturità, obbligo assurdo»

PER APPROFONDIRE: Obbligo, vaccini, veneto
Calo vaccinazioni, Veneto conferma: «Non riproporremo l'obbligo»

di Daniela Boresi

Non si torna indietro. Anche se il Veneto ha imboccato una china pericolosa, non intende rimettere l’obbligo di vaccinare i bambini. «Lo abbiamo tolto nel 2007 con la certezza che la popolazione avesse raggiunto un grado tale di maturità da autodeterminarsi - spiega l’assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto - E non vedo perché ripensarci. Il Veneto non è in pericolo. Certo c’è quel buco nero lungo un anno e mezzo in cui il tasso della vaccinazione, sempre stato oltre il 95 per cento, è sceso a poco più del 93,1, con aree ancor più basse come la fascia della Pedemontana.



A parlare sono i dati dell’"Osservatorio del Settore promozione e Sviluppo Igiene e Sanità pubblica della Regione Veneto", secondo i quali per quanto riguarda le prime dosi si osserva un andamento decrescente dei livelli di vaccinazione dal 2008 ad oggi e la percentuale dei vaccinati contro le malattie ex-obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, antiepatitevirale B) si attesta appena sopra il 93,1 per cento, con una decina di Asl dove questa percentuale scende addirittura sotto il 90. Per le vaccinazioni raccomandate (morbillo, varicella, rosolia, parotite, pertosse) il crollo è ancora più pesante.

«Ci siamo accorti che il vero problema è di informazione - aggiunge l’assessore - I genitori leggono sul web messaggi sbagliati, hanno paura dei rischi ed evitano di ascoltare la componente medica che è l’unica titolata a dare informazioni. Il passaparola è deleterio, alimenta la disinformazione». Niente obbligo, ma un serio contrattacco che va oltre a quelle che sono le linee dettate dal ministero per fronteggiare l’emergenza nazionale. «La nostra sarà una campagna "chirurgica" - sottolinea Coletto - Partiamo dai corsi "pre-parto" dove personale medico specializzato spiegherà alle future mamme i benefici del vaccino e i rischi del non vaccinare il proprio bambino. Poi coinvolgeremo tutta la medicina di base, dai pediatri ai medici di base: l’obiettivo è quello di responsabilizzare mamma e papà, devono essere consapevoli che con le vaccinazioni proteggeranno il loro bambino». Sulle sanzioni ai medici che non "collaborano" e sulle paventata (poi smentita) possibilità che i bambini non vaccinati non vengano accolti a scuola l’assessore è molto più tiepido del Ministero. «Ma stiamo scherzando? Con i medici c’è un’alleanza, sono loro la nostra prima linea dell’informazione. Per il resto accedere al sistema sanitario è un diritto costituzionale, come lo è andare a scuola. E nessuno vieterà mai ad un bimbo di entrare in classe. Certo, che di fronte ad un genitore che non vuole vaccinare non abbandoneremo la presa: sarà compito dei medici cercare di fargli cambiare idea».

Ma non è neppure escluso che la Regione affondi l’acceleratore sulla campagna di sensibilizzazione. «É una questione che affronterà la giunta - conclude Coletto - Si potrebbe anche decidere di utilizzare altri mezzi per responsabilizzare ulteriormente la popolazione».

Qualche dubbio sulla volontarietà la sollevano invece i medici di medicina generale. Domenico Crisarà (Fimmg regionale) sostiene che «personalmente non avrei tolto l’obbligatorietà. É stato un rischio troppo grande - sottolinea - Oggi le malattie viaggiano con una forte velocità, in 20 ore si arriva dall’Australia quando un tempo ci volevano 6 mesi, ad esempio. E non essere coperti con i vaccini vuol dire esporsi a rischi pesanti. Anche per Crisarà "l’educazione dei genitori" resta la via maestra da perseguire. «Non è facile parlare a persone che non hanno memoria di poliomielite, difterite, tetano - aggiunge - Se sole le avessero conosciute sarebbero ben più cauti, invece si fanno suggestionare da Internet».

Sabato 17 Ottobre 2015, 20:38






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5 di 5 commenti presenti
2015-10-18 20:57:13
ma si puo' sapre perche' c'e' gente che e' ancora d'accordo con l'obbligo della vaccinazione? i vaccini sono farmaci! e come tali hanno le loro controindicazioni ed effetti avversi e dato che NESSUNO da' la certezza che il vaccino sia innocuo, e dato che NESSUNO ti fa fare esami pre-vaccinali per valutare se per te il vaccino e' piu' o meno indicato, non vedo perche' devo rischiare per FORSE non prendere una malattina che FORSE nemmeno prenderei; inoltre se curiamo alimentazione ed aspetti igienico-sanitari, alcune malattie scompaiono da sole o si presentano in forma piu' leggera.
2015-10-18 19:38:44
Mi chiedo, una volta non c'erano i vacini, e i bambini e bambine si prendevano volentieri la varicella, il morbillo e la rosolia se non altro per stare a casa da scuola. Ora non vedo tutta questa frenesia perchè qualcuno non vole fare i vacini ai figli. Premesso che la malattia è una cosa e il vacino è tuttaltro, anche l'antitetanica è un vacino ma non tutti reagiscono allo stesso modo, poichè a qualcuno puo creare problemi, e visto che le statistiche sono fatte di pochi numeri nessuno lo dice.
2015-10-18 15:58:43
BRAVO Veneto!! (Almeno in questo, sigh...)
2015-10-18 15:08:49
"ma il Veneto è deciso"? Di quale "Veneto" si parla, forse si intende una parte dei consiglieri della Regione del Veneto? Il titolo non è per nulla chiaro, la parola "Veneto" così com'è nel titolo non dice nulla…
2015-10-18 09:58:45
Maturità dove? I genitori imboniti dagli slogan di Facebook che non vaccinano i figli. Scherziamo?