L'autonomia del Veneto evapora
a Roma: bocciato lo Statuto speciale

Mercoledì 28 Gennaio 2015 di Paolo Calia
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Il sogno veneto dell'autonomia evapora nella tarda serata di martedì a Roma. La Camera boccia gli emendamenti in materia, appunto, di autonomia e specialità del Veneto, quindi la speranza di rientrare nel novero delle regioni a Statuto Speciale, presentati dalla Lega e dalla trevigiana Simonetta Rubinato, deputato Pd che ormai da tempo tenta di portare nell'alveo democratico un tema da sempre patrimonio di altri. E ad affossare il sogno è una maggioranza più che consistente: oltre 356 voti contrari e una manciata quelli favorevoli. In poche parole: l'autonomia del Veneto non all'ordine del giorno dell'agenda romana.



A nulla è valso l'impegno della Rubinato, che quando si è resa conto di non avere dalla sua parte nemmeno il gruppo del Pd, ha ritirato il suo emendamento poi ripreso dal Movimento 5 Stelle e messo quindi in votazione. La Rubinato ha però illustrato le sue motivazioni, ha spiegato perché un Veneto autonomo, per non parlare anche delle altre regioni, sarebbe una risorsa per l'Italia intera. Alcuni suoi passaggi sono stati sottolineati dai deputati della Lega con lunghi applausi e, a un certo punto, la Rubinato ha anche pubblicamente auspicato di ricevere analogo consenso anche tra le sue fila. E dopo il voto è scoppiata la rabbia della Lega.

La prima reazione al vetriolo è firmata dai deputati leghisti veneti (Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin ed Emanuele Prataviera): «In tarda serata, alla Camera, va in scena la congiura di tutti i partiti contro l'autonomia veneta. Mentre Alessandra Moretti va sbandierando l'autonomismo, il suo Pd, a Roma, tradisce la fiducia degli elettori veneti e affossa la stessa autonomia. Solo la Lega, a tutti i livelli istituzionali, sta conducendo questa battaglia con coerenza e determinazione».



Il Carroccio parla espressamente di «colpo di mano» e ricorda che anche tutti i sindaci veneti si sono espressi per l'autonomia con tanto di appello, rivolto dall'Anci ai parlamentari veneti, di appoggiare l'emendamento che di fatto avrebbe proiettato il Veneto tra le regioni a Statuto Speciale. Appello caduto praticamente nel vuoto: i deputati del Pd, dal segretario regionale Roger De Menech, alla deputata trevigiana Floriana Casellato tanto per citarne due, hanno votato contrario o non hanno partecipato al voto. Scontato il voto favorevole della Rubinato, voce sempre più isolata nel Pd quando si parla di autonomia.

«Con un blitz notturno - continuano gli esponenti del Carroccio i deputati veneti hanno tradito il nostro popolo e tutti i sindaci veneti che si erano chiaramente espressi per l'autonomia. Il Pd, con il voto di ieri, si è schierato apertamente a favore del centralismo romano e di un sistema che oggi scippa ai veneti 21 miliardi di tasse, ogni anno». E non viene risparmiata nemmeno Forza Italia «che in Veneto dice una cosa e a Roma fa l'esatto opposto. Il voto della maggioranza Pd e Fi uno schiaffo ai cittadini veneti».



Caustico il capogruppo regionale della Lega Federico Caner: «Da Bressa a Ladylike-Moretti a De Menech, tutti si riempiono la bocca con promesse di statuto speciale, salvo poi bocciarle a Roma. Giusto che i veneti sappiano chi sono coloro che per convenienza elettorale bocciano le loro legittime istanze, portate avanti dal governatore Luca Zaia». E Caner invita il governatore a non deporre le armi: «Bene, anzi, benissimo la decisione del presidente Zaia di ricorrere alla Corte costituzionale contro il Governo Renzi, chiedendo che il Veneto trattenga i 21 miliardi di residuo fiscale sul territorio".
Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 07:06

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