L'autonomia del Veneto evapora
a Roma: bocciato lo Statuto speciale

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L'autonomia del Veneto evapora  a Roma: bocciato lo Statuto speciale

di Paolo Calia

Il sogno veneto dell'autonomia evapora nella tarda serata di martedì a Roma. La Camera boccia gli emendamenti in materia, appunto, di autonomia e specialità del Veneto, quindi la speranza di rientrare nel novero delle regioni a Statuto Speciale, presentati dalla Lega e dalla trevigiana Simonetta Rubinato, deputato Pd che ormai da tempo tenta di portare nell'alveo democratico un tema da sempre patrimonio di altri. E ad affossare il sogno è una maggioranza più che consistente: oltre 356 voti contrari e una manciata quelli favorevoli. In poche parole: l'autonomia del Veneto non all'ordine del giorno dell'agenda romana.



A nulla è valso l'impegno della Rubinato, che quando si è resa conto di non avere dalla sua parte nemmeno il gruppo del Pd, ha ritirato il suo emendamento poi ripreso dal Movimento 5 Stelle e messo quindi in votazione. La Rubinato ha però illustrato le sue motivazioni, ha spiegato perché un Veneto autonomo, per non parlare anche delle altre regioni, sarebbe una risorsa per l'Italia intera. Alcuni suoi passaggi sono stati sottolineati dai deputati della Lega con lunghi applausi e, a un certo punto, la Rubinato ha anche pubblicamente auspicato di ricevere analogo consenso anche tra le sue fila. E dopo il voto è scoppiata la rabbia della Lega.

La prima reazione al vetriolo è firmata dai deputati leghisti veneti (Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin ed Emanuele Prataviera): «In tarda serata, alla Camera, va in scena la congiura di tutti i partiti contro l'autonomia veneta. Mentre Alessandra Moretti va sbandierando l'autonomismo, il suo Pd, a Roma, tradisce la fiducia degli elettori veneti e affossa la stessa autonomia. Solo la Lega, a tutti i livelli istituzionali, sta conducendo questa battaglia con coerenza e determinazione».



Il Carroccio parla espressamente di «colpo di mano» e ricorda che anche tutti i sindaci veneti si sono espressi per l'autonomia con tanto di appello, rivolto dall'Anci ai parlamentari veneti, di appoggiare l'emendamento che di fatto avrebbe proiettato il Veneto tra le regioni a Statuto Speciale. Appello caduto praticamente nel vuoto: i deputati del Pd, dal segretario regionale Roger De Menech, alla deputata trevigiana Floriana Casellato tanto per citarne due, hanno votato contrario o non hanno partecipato al voto. Scontato il voto favorevole della Rubinato, voce sempre più isolata nel Pd quando si parla di autonomia.

«Con un blitz notturno - continuano gli esponenti del Carroccio i deputati veneti hanno tradito il nostro popolo e tutti i sindaci veneti che si erano chiaramente espressi per l'autonomia. Il Pd, con il voto di ieri, si è schierato apertamente a favore del centralismo romano e di un sistema che oggi scippa ai veneti 21 miliardi di tasse, ogni anno». E non viene risparmiata nemmeno Forza Italia «che in Veneto dice una cosa e a Roma fa l'esatto opposto. Il voto della maggioranza Pd e Fi uno schiaffo ai cittadini veneti».



Caustico il capogruppo regionale della Lega Federico Caner: «Da Bressa a Ladylike-Moretti a De Menech, tutti si riempiono la bocca con promesse di statuto speciale, salvo poi bocciarle a Roma. Giusto che i veneti sappiano chi sono coloro che per convenienza elettorale bocciano le loro legittime istanze, portate avanti dal governatore Luca Zaia». E Caner invita il governatore a non deporre le armi: «Bene, anzi, benissimo la decisione del presidente Zaia di ricorrere alla Corte costituzionale contro il Governo Renzi, chiedendo che il Veneto trattenga i 21 miliardi di residuo fiscale sul territorio".

Mercoledì 28 Gennaio 2015, 21:52






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5 di 61 commenti presenti
2015-02-01 21:48:21
Sognate sognate e continuate a sognare, l\'illusione è una dolce chimera, come diceva una nota canzone.
2015-01-31 23:34:01
@steyr 95 Perbacco, ma ha l\'ossessione delle armi. Quelle purtroppo temo che si dovranno usare, ma per contrastare l\'offensiva islamica, ampiamente sottovalutata, non di certo per altre ragioni.
2015-01-31 22:05:59
20:16:08 da steyr 95 Napolitano non è l\'oracolo di Delfi, quanto alle armi, sono destinate a cambiare di mano, i partigiani si armarono con le armi abbandonate dal Regio Esercito, dopo 8 settembre del 43. Lo stesso dicasi per le primavere ghedaffiane e per ogni altra primavera. Per esempio le armi in mano ai palestinesi servono solo a scatenare la reazione di Israele di tanto in tanto. Le armi e le bombe dell\'IRA sono servite a qualche cosa in questi ultimi 50 anni? A niente, la regina è ancora troppo salda nel suo trono e il recente referendum scozzese e stata una vera doccia \"scozzese\" anche per loro. Ma non paragoniamo la traballante italietta alla solida Inghilterra, il nostro è uno stato arrivato alla 3^ repubblica che continua a riciclare i politici della prima, anagraficamente quanto potranno resistere? Quanti miliardi possono ancora spremere alla gente del nord che lavora e produce per far stare in piedi sta repubblica (rebubblica per modo di dire)?
2015-01-31 20:16:08
x orcokan Napolitano ha già detto chiaramente: \" o ci salviamo tutti assieme o affogheremo tutti assieme\". Prima di affogare salteranno fuori le armi.
2015-01-31 16:36:49
2015-01-31 alle 13:45:09 da steyr 95 Pietro Gradenigo ha detto:\"I ga fato dose un furlan, la Repubblica xè morta\" e non passarono molti anni. Io dico:\"i ga fato Presidente un Sicilian,la Repubblica (italiana)xe morta. Non dovremo aspettare di certo 350 anni come i britanni di Buddica, per vedere rinascere la nostra amata Serenissima.