No alla semina di Ogm, la Regione
Friuli introduce una moratoria

PER APPROFONDIRE: coltivazioni, fidenato, moratoria, ogm, trieste
No alla semina di Ogm, la Regione Friuli introduce una moratoria
TRIESTE - Moratoria di 12 mesi alle colture con organismi geneticamente modificati in Friuli Venezia Giulia. Lo prevede la legge approvata stamani dal Consiglio regionale, che si propone di impedire la semina di Ogm sul territorio anche nel caso in cui il Tar del Lazio dovesse accogliere il ricorso contro il decreto interministeriale che ha vietato per tutto il 2014 la coltivazione in Italia del mais "Mon810".



La moratoria è stata introdotta anche in attesa delle decisioni dell'Unione europea rispetto alle proposte del Friuli Venezia Giulia in materia di coesistenza. «È un successo - commenta il vicepresidente regionale, Sergio Bolzonello (Pd) - che pone il Fvg all'avanguardia in questo campo.



La nostra volontà è di tutelare un modello di agricoltura basato su una pluralità di produzioni di alta qualità, di cui il Friuli Venezia Giulia è un esempio virtuoso, del tutto incompatibile con la monocultura da Ogm. La decisione che abbiamo preso oggi non è dettata da furore ideologico e non è stata presa sull'onda emotiva dell'estate scorsa di fronte alla semina di mais Ogm da parte di alcuni imprenditori regionali, ma è frutto di una riflessione pacata e di un'analisi rigorosa delle prospettive del settore agricolo in regione».



«Non mettiamo in discussione il principio della coesistenza sancito dall'Unione europea - aggiunge infine Bolzonello - ma dimostriamo con evidenza scientifica che in una regione come il Friuli Venezia Giulia, per la frammentazione della proprietà, questa convivenza fra coltivazioni Ogm e coltivazioni naturali e biologiche risulta impraticabile».




L'ira di Fidenato. «La moratoria che propone di vietare la coltivazione di Ogm approvata stamani dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia è in palese contrasto con le normative europee che impediscono agli Stati membri di vietare la coltivazione per motivi diversi dal sussistere di un grave rischio per la salute o l'ambiente, rischi a oggi mai dimostrati da nessuno studio scientifico». Lo sostiene Giorgio Fidenato, l'agricoltore friulano che aveva seminato mais transgenico nel proprio campo, in una nota congiunta con l'associazione Futuragra. «Ci faremo immediatamente promotori del diffuso malcontento degli agricoltori italiani - prosegue la nota - promuovendo una causa comune contro la Regione per chiedere il pagamento dei danni di mancato reddito causati dal divieto alla campagna di semina 2014. Già nei prossimi giorni studieremo le azioni legali per proteggere il diritto dei nostri imprenditori agricoli di produrre cibo sano, nel rispetto della salute dei consumatori e dell'ambiente - conclude - e con un maggiore guadagno per le imprese».

Mercoledì 26 Marzo 2014, 14:13






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