Militare morto 10 anni fa in Iraq
«Matteo Vanzan, eroe dimenticato»

Matteo Vanzan con due commilitoni alla sua sinistra

di Maurizio Crema

VENEZIA - Dieci anni fa moriva a Nassiriya in Iraq il caporal maggiore di Camponogara (Venezia) Matteo Vanzan, fu il secondo attacco mortale alla missione Antica Babilonia dopo la strage alla base dei Carabinieri, altri purtroppo ne seguirono, in tutto 33.



Oggi, alle 9, ci sarà una messa di commemorazione al cimitero di Mestre. Una vicenda che ha continuato a far discutere in tutti questi anni. Alla prima onorificenza che gli venne concessa – la croce d’onore del 2006 – seguì la medaglia d’oro dell’esercito, quattro anni dopo. Molte verità sul “Caso Vanzan” sono emerse solo col tempo. Due libri gli sono stati dedicati, uno dell’avvocato Emanuele Compagno e un secondo dell’allora portavoce della Coalizione civile Andrea Angeli, 57 anni, testimone oculare, da otto mesi di stanza nel Paese.



Angeli, perché proprio a Vanzan ha voluto dedicare il suo primo libro di ricordi Professione Peacekeeper? «In primo luogo perché Matteo morì per difendere il manipolo di civili e militari che da 24 ore eravamo asserragliati nella palazzina della Coalizione sotto assedio dei miliziani. Quando tornai dall’Iraq appena sbarcato a Roma presi il primo treno per Venezia per portare un fiore sulla tomba provvisoria a Camponogara e andai a trovare il padre Enzo».



Ma Matteo non morì in un altro posto? «Sì, Vanzan fu colpito nella Libeccio, ex base di carabinieri trasformata in centro della protezione civile irachena, ma era lì per noi. Lui e gli altri del reggimento Serenissima furono in fretta e furia dislocati in quel posto a ridosso del ponte per assicurare un minimo di sostegno a quei pochissimi mezzi italiani che in quelle ore si spostarono dal Comando brigata alla nostra postazione. Un tragitto talmente pericoloso che il giorno precedente alla morte di Matteo per ben 14 ore nessuno ci si avventurò, troppo pericoloso, quel posto era un inferno. Solo con la presenza dei lagunari in prossimità del ponte – e voglio ricordare anche il caporale Grilletto e il tenente Barzanti, entrambi feriti – fu possibile in qualche modo di tirarci fuori e assicurare i rifornimenti».



Qualcuno polemizzò sul ritardo dei soccorsi e sulle incomplete attrezzature mediche. «Si fa presto a dire. La situazione era incandescente attorno alla Libeccio. Varie unità tentarono di raggiungerla per portar via Matteo, ferito, ma dovettero desistere. Il capo della squadra che ci riuscì – il capitano Raffaele Naccarato – mi confessò di essere tornato vivo per puro miracolo da quel posto. L’ospedale da campo all’aeroporto era sicuramente di livello adeguato, lo dirigeva il colonnello Arnaldo Gallucci, veterano di tutte le principali spedizioni. Certo, non eravamo in Italia».



Matteo Vanzan è un eroe? «Guardi, può capitare che il termine sia a volte abusato. Ma nel caso di Vanzan proprio no. Lui e gli altri sapevano perfettamente che sarebbero stati in un posto ad alto rischio e con un compito delicatissimo quando furono inviati alla Libeccio».



Tanto è che poi, seppur tardiva, nel marzo 2010 gli fu conferita la medaglia d’oro. «Non è quella al Valor militare, che alcuni caldeggiavano, ma è comunque un degno riconoscimento al suo sacrificio. Ricordo il malcontento dopo la prima onorificenza, ci furono anche polemiche sui giornali. Se vuole le racconto un retroscena».



Un retroscena? «Nel 2008 ero dispiegato in Afghanistan quando venne per la prima volta in visita il neoministro della Difesa Ignazio La Russa. Alcuni militari avrebbero voluto manifestargli il disappunto sul “Caso Vanzan”, ma non potevano scavalcare la gerarchia. Chiesero a me di farlo. Con l’aiuto dell’allora portavoce Luca Salerno – volto noto del Tg2 – riuscii a sollevare la questione, il ministro rispose prontamente “grazie, me ne hanno già parlato a Roma e al più presto riaprirò il dossier”. Fu di parola».



Che ricordo ha di Matteo uomo? «Era uno dei pochi veneti, spiccava perché era un ragazzone grande, io lo chiamavo il "gigante col volto da bambino". Mi colpì che era ritornato dopo quattro mesi esatti, appena finito il periodo minimo di riposo».



E del padre Enzo? «Genitore esemplare. Non ha mai mancato una cerimonia o un evento legato alle missioni, ma sempre con discrezione, senza polemiche, mai una parola fuori posto. Quasi sempre seduto in fondo, lontano dai riflettori ma presente. Ha vissuto il dolore con grande dignità».



A distanza di anni si può fare un bilancio delle missioni di "pace" in Iraq e Afghanistan? «L’Iraq attuale non è purtroppo quello che avevamo prefigurato, il cammino verso la normalizzazione è ancora lungo e tortuoso. Anche la situazione nell’Afghanistan che ci accingiamo a lasciare non è ideale. Tuttavia l’opera stabilizzatrice delle forze italiane è stata ovunque notevole e ciò è sempre stato riconosciuto, sia dalle popolazioni locali che dai partner internazionali. Sì, dovevamo andare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 17 Maggio 2014, 10:29






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5 di 13 commenti presenti
2014-05-25 22:29:17
X Redfoxy <<<\"Lei mi dice che qui da noi se muore un afghano o un talebano non ci frega nulla\">>> --- ASSOLUTAMENTE SI\'.--------<<<\"Deduco che a Suo parere invece, per esempio,in Afghanistan siano in lutto nazionale per la morte di uno dei nostri, sbaglio?\">>> ------- si sbaglia e di grosso, sono solo contenti di ammazzarci. Ma lo vogliamo capire o no che siamo ANDATI NOI a ficcare le mani in quel vespaio e a far inferocire le api?. Quando dico \"noi\", intendo italiani, americani ed altri, perché per i talebani siamo tutti uguali, siamo solo stati noi ad andare là e secondo lei, cosa siamo andati noi, italiani, americani e vari, a fare in Afganistan (o Irak) ?, a combattere i talebani? e con che cosa li combattiamo? , con i mazzi di fiori?, NO, con i bombardamenti, con gli aerei, con i cannoni, con i mitra , con le bombe, con i carri armati ed autoblinde e loro cosa fanno?, ci ringraziano tutti contenti?. NO, ci sparano addosso come possono e con tuti i mezzi. Lei li chiama terroristi?, per loro siamo noi i terroristi che li abbiamo invasi ed attaccati e i morti locali che i nostri hanno fatto, parlo sempre del contingente italo- americano ed altri, sono di gran lunga superiore di quanto fatto dai telebani. I talebani erano e sono l\'esercito regolare ( a modo loro) in Afganistan e non sono certo terroristi perchè ci sparano addosso o ci fanno saltare su una mina anticarro, cosa che pure noi contraccambiamo---------loro si difendono solamente, con le armi in loro possesso. ---- <<<\" A casa nostra i terroristi ci sono già perchè a differenza di un contingente italiano, loro non hanno confini,lo avrebbe mai detto questo?\"<<<<--------- il terrorismo è impossibile debellarlo e non creda che sconfiggendo i talebani, sia sconfitto anche il terrorismo. Questo è solo alimentato da idee religiose fanatiche ed è trasversale ed è quindi impossibile sconfiggerlo. Chiunque, talebano o no, purchè sia un fanatico mussulmano della Sharia, può entrare per conto proprio, in un supermercato e fare una strage.------------<<<\"Steyr,davvero con tutto il rispetto, mi creda ma nelmomento in cui Lei mi diceche non si sono mai fatti scudo di bambini e donne e che questi erano solo nella traiettoria, mi scuso,ma per me decade ogni presupposto per continuare il dibattito.Non per mancare di rispetto a Lei o alle Sue convinzioni nè perchè trovi non interessanti i Suoi punti di vista ma per un discorso affine di estrema importanza : asserire che non lo hanno fatto e non lo facciano significa non conoscere minimamente quella realtà e della sua ferocia.Io Le garantisco che lasciarsi avvicinare da bambini in quei luoghi significa poter saltare in aria e devi rspingerli tenendoli a distanza perchè quelli per i quali Lei invoca libertà di movimento in loro territorio arrivano a imbottire bambini di esplosivo.Bambini!!. E se non crede a me, chieda conferma alle persone che Le dicono che andar lì è spirito di avventura,chieda a loro : quando avanza un gruppo di donne e bambini qual\'è la procedura e perchè??? Si fanno scudo,si fanno scudo eccome! E tu prova ad aprire il fuoco contro un bambino accanto a quella che sembra sua madre bardata ma non lo è!\">>>. -------------Certo ci sono stati diversi casi di donne kamikze ma erano di loro volontà, non mi pare mai di bambini inconsapevoli fatti esplodere con l\'esplosivo ma forse lo davano ai bambini per gettarlo addosso agli americani ma questa è un\'altra storia. Lo facevano anche qui da noi, nel 40-45 questo trucco, specie a Napoli, armare i bambini con bombe a mano, per fare che si avvicinassero meglio ai tedeschi per poi gettargliele addosso ed pure in Yugoslavia succedeva. Pure i cani venivano imbottiti di esplosivo e poi fatti altare vicino al nemico, e poi lasciamo perdere la loro \"ferocia\", chè in quanto ad essa noi occidentali siamo maestri. Cosa mi dice poi dei nostri bombardamenti con bombe talmente intelligenti che finora hanno sempre massacrato civili inermi?. Certo che i talebani o i locali hanno il dente avvelenato contro di noi, cosa ci dobbiamo aspettare?, sempre un loro ringraziamento?. - \"Eroi\", poi sono solo punti di vista e di opinione a seconda dalla parte di chi li pronuncia. Gli irredentisti trentini della grande guerra, per gli italiani sono eroi, per i trentini sono solo traditori. Per gli italiani un soldato caduto in Afganistan è un eroe, per loro invece è solo un nemico di meno. Le ricordo ancora che siamo solo stati noi ad andare là e non viceversa. Io chiudo qui, perchè qui, con opinione diverse, si va avanti all\'infinito, sarebbe come il dialogo se \"Dio esiste o se non esiste\". Per lei i nostri soldati caduti sono eroi? e va bene, per me, invece sono solo andati là di loro buona volontà, a sparare al nemico e a farsi sparare e solo per il miraggio dei soldi e dell\'avventura, pertanto potevano, per me, anche starsene a casa. Chiudo e la saluto.
2014-05-25 16:06:18
steyr95 Buongiorno.Quindi,creo un parallelo : Lei mi dice che qui da noi se muore un afghano o un talebano non ci frega nulla.Deduco che a Suo parere invece, per esempio,in Afghanistan siano in lutto nazionale per la morte di uno dei nostri,sbaglio? Davvero a Suo parere da loro succede in contrario? \"Quando verranno a casa nostra,allora...\" dice Lei.Steyr. A casa nostra i terroristi ci sono già perchè a differenza di un contingente italiano, loro non hanno confini,lo avrebbe mai detto questo?Steyr,davvero con tutto il rispetto Signore mi creda ma nelmomento in cui Lei mi diceche non si sono mai fatti scudo di bambini e donne e che questi erano solo nella traiettoria, mi scuso,ma per me decade ogni presupposto per continuare il dibattito.Non per mancare di rispetto a Lei o alle Sue convinzioni nè perchè trovi non interessanti i Suoi punti di vista ma per un discorso affine di estrema importanza : asserire che non lo hanno fatto e non lo facciano significa non conoscere minimamente quella realtà e della sua ferocia.Io Le garantisco che lasciarsi avvicinare da bambini in quei luoghi significa poter saltare in aria e devi rspingerli tenendoli a distanza perchè quelli per i quali Lei invoca libertà di movimento in loro territorio arrivano a imbottire bambini di esplosivo.Bambini!!. E se non crede a me, hieda conferma alle persone che Le dicono che andar lì è spirito di avventura,chieda a loro : quando avanza un gruppo di donne e bambini qual\'è la procedura e perchè??? Si fanno scudo,si fanno scudo eccome! E tu prova ad aprire il fuoco contro un bambino accanto a quella che sembra sua madre bardata ma non lo è! Vabbeh...teniamoci le nostre convinzioni e i rispettivi eroi.Alla prossima,saluti
2014-05-24 21:11:10
steyr95 Lei dice che se muore un talebano della sua famiglia non frega nulla a nessuno.Abbia pazienza,i kamikaze vengono santificati e la famiglia riceve denaro e assistenza.Di che parliamo Steyr? Noi abbiamo in vitalizio della malora e Napolitano ad accogliere la bara a Ciampino se ti va di lusso e se la stampa ha pompato a sufficienza la notizia.E se Napolitano non è raffreddato.Di che parliamo? Stiamo stilando la lista dei sacrificabili Steyr? Senta bene,nessuno spirito di avventura nè schei ti porta a pensare che spalmarti sui muri sia accettabile ok? E se anche lo pensassi otto nanosecondi, appena appoggi le terga in suolo nemico ti parte il boccino.La verità è che non c\'è differenza fra chi vive là e chi qui Steyr,la religione la politica il petrolio o la popolazione sotto assedio sono balle enormi per nascondere interessi e questo lo sappiamo tutti.Allora se sei talebano hai un fronte da portare avanti e se sei italiano hai un ordine da eseguire.Punto,la matrice è identica.No,noi non portiamo nessuna democrazia altrove Steyr (quello lo fanno solo gli americani) e non la portiamo semplicemente perchè NON esiste in nessun luogo del mondo,ma se un soldato italiano pattuglia zone limitrofe e viene sventrato da un rpg7 per me è un eroe,da vivo e da morto sia chiaro. lei vuol vedere qualche retrogusto poetico di un\'occupazione inesistente,un talebano qui non pattuglia,qui ti fa saltare in aria obiettivi strategici CIVILI,ok? E attenzione che l\'intento è arginare sta melma,non democraticizzare talebani assassini ok? Finchè restano lì forse forse ancora possiamo qualcosa,quando escono e vengono in casa sua, Lei tranquillo non lo può essere più.Ognuno scelga i propri eroi,ma mi creda,senza poeticizzare assassini per indole e comandi imposti.Noi scudo coi bambini non lo facciamo,noi non abbiamo mai messo piede in altri Paesi facendo saltare obiettivi civili.Chi difendiamo?Saluti.
2014-05-24 20:50:54
Commento inviato il 2014-05-24 alle 15:49:53 da Sempre da steyr 95. Sarà meglio che mi abitui a firmarmi anche in calce all\'articolo.
2014-05-24 08:06:24
steyr95 Sù,non si contraddica così palesemente.Se i nostri sanno bene che possono uccidere o essere uccisi.....un talebano cosa deve sapere invece? Pietà per loro ma non per i nostri? Pietà per chi si imbottisce di esplosivo per la causa? Per chi imbottisce i bambini? Pietà per chi si fa scudo di gruppi di donne e bambini? Sa una cosa? Lei dice che qualcuno Le riporta il vanto,io so invece di quanti smettono di vivere anche a livello sociale.E per fermare l\'ago della bilancia non contano i racconti di chi riporta che....bisogna esserci,ma per restare nel Suo filone Le racconto io una cosa simpatica.Un uomo a terra, un tuo compagno, i colpi che provvengono da un gruppo di casette dove sai esserci civili.E la non possibilità di rispondere al fuoco per questo motivo,lasciando il tuo compagno scoperto.Noi italiani siamo mercenari pagati? E loro?Nemmeno una mera giustificazione come il vil denaro alla base della voglia di renderti poltiglia.Saluti