Indipendenza: «Fusione Veneto
Trentino unica soluzione possibile»

Luca Antonini, docente di diritto costituzionale a Padova e presidente della Copaf

di Paolo Francesconi

VENEZIA - La consultazione on line di plebiscito.eu con successiva proclamazione dell’indipendenza del Veneto? «Una manifestazione di opinione che non arriva ad avere valore legale».



Il progetto di legge fermo in Regione per indire un referendum ufficiale, consultivo sull’indipendenza e l’autonomia del Veneto? «Una strada senza uscita. Non passerà mai».



Che fa, professore, invita a deporre le armi? «Al contrario - risponde Luca Antonini, docente di diritto costituzionale a Padova e presidente della Copaf, la commissione paritetica sul federalismo fiscale - C’è una strada, una sola, ma nuova e potente, per far esprimere la popolazione veneta in modo legittimo. Non c’è da guardare lontano, alla Catalogna o alla Scozia. I veneti devono volgere la testa al Trentino Alto-Adige. Il paradiso è là».



Come sarebbe? «Ci basterebbe avere la stessa autonomia che hanno lì: 100% di imposte che rimangono sul territorio, residuo fiscale azzerato, capacità di spesa pubblica sei volte l’attuale, Irap azzerata. Senza aspettare le promesse del governo Renzi: improbabili visti i problemi di copertura. Oggi il TAA fa concorrenza sleale al Veneto».



Ma che c’entra il TAA col referendum? «C’entra eccome. La Costituzione prevede che si possa chiedere un referendum per l’istituzione di una nuova Regione anche attraverso la fusione di due Regioni esistenti. L’idea è fondere Veneto e Trentino, farle diventare un’unica entità. La chiave di volta è l’articolo 132, primo comma. Leggiamolo: "Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse".»



Partono i Comuni, poi si arriva al referendum? «Una proposta del genere vincerebbe col 90%. Per i cittadini vorrebbe dire passare dalla notte al giorno. Ma soprattutto, entro i limiti della Costituzione, è l’unica strada per giungere in fondo. Anche se il Trentino, come probabile, dovesse dire no, questo referendum darebbe comunque modo ai veneti di pronunciarsi e esercitare una pressione fortissima sulle istituzioni, sui parlamentari. Questa è inattaccabile, le altre strade sono chiuse, al voto non si arriverà».



Quindi in Regione discutono per niente? «La legge verrebbe bocciata dalla Consulta, l’articolo 5, "la Repubblica è una e indivisibile". Peggio: il Consiglio regionale rischia lo scioglimento per avere approvato un atto considerato contrario alla Costituzione».



Torniamo alla consultazione on line degli indipendentisti che avrebbe - il condizionale è più che d’obbligo - raccolto 2.360.235 voti (63% del corpo elettorale): i promotori invocano il principio internazionale dell’autodeterminazione dei popoli. «Non sta in piedi. L’autodeterminazione non è applicabile qui perché mancano le condizioni specifiche, ad esempio l’oppressione politica delle minoranze. Come si può invocarla quando fino a ieri c’erano ministri veneti?»



La consultazione però un senso politico ce l’ha. «Non c’è dubbio. A prescindere dall’attendibilità, mette in evidenza che il peso dell’inefficienza dello Stato non viene più tollerato. Il Veneto non ne può più, si sente depredato da un sistema di sprechi incontrollabile. Solo un esempio: la nostra presidenza del Consiglio ha 4000 dipendenti. Quella inglese 400. Esistono realtà regionali con sprechi spaventosi e, ciò nonostante, si vedono ancora troppi decreti salva Roma, salva Catania, salva Napoli. In America, Detroit fallisce. I Comuni veneti, con i fabbisogni standard, avrebbero diritto al 20% di risorse in più».



Rimedi? «Differenziare i livelli di autonomia e introdurre - lo ha detto Maurizio Sacconi e dovrebbero dirlo tutti i parlamentari - meccanismi che consentano davvero di combattere gli sprechi: i costi e i fabbisogni standard devono essere scritti in Costituzione. Altrimenti non si riuscirà mai ad applicarli perchè la maggioranza di turno degli inefficienti si coalizza e blocca tutto. Purtroppo nella bozza di riforma del Titolo V presentata dal governo Renzi non ce n’è traccia».



Altro? «Introdurre il fallimento politico degli amministratori inefficienti. Crei buchi nel tuo Comune o nella tua Regione? Cacciato subito e ineleggibile in futuro. Il governatore che ha un grave buco nella sanità della sua Regione non può essere nominato commissario alla sanità. E invece è quello che è successo con Bassolino in Campania e con Storace a Roma».
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Lunedì 24 Marzo 2014, 11:42






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5 di 13 commenti presenti
2014-03-25 06:52:16
Una macroregione Veneto, Trentino e Friuli, con una forte autonomia fiscale e legislativa, sarebbe già una cosa buona. Ma per me bisogna puntare comunque su un Veneto indipendente, rimanere in italia vuol dire rimanere comunque con la corda al collo di un apparato centrale e di un sud che continuerebbero a frenare e mungere.
2014-03-24 21:46:58
Qualche considerazione E\' significativo che ad avere un successo molto più ampio del risultato elettorale della Lega sia stato un movimento \"non partitizzato\" esplicitamente: è un chiaro segnale per Roma di quanta fiducia ci sia nei confronti del governo centrale ed è anche un altrettanto chiaro segnale di altrettanta sfiducia verso quel partito che a parole predicava bene ma poi nel pollaio razzolava esattamente come e forse peggio degli altri. Per quanto riguarda queste sparate sul Trentino, forse non era il caso di sentire un po\' sottovoce cosa ne penserebbero in merito i trentini? così, tanto per non ricevere un pesce in faccia che farebbe ridere l\'Europa intera.
2014-03-24 18:42:24
......Fusione Veneto,Trentino..... ....e..Friuli, ricreando lo Stato Libero di Trieste e diventando una delle regioni piu\' ricche al mondo....! Volesse il Signore,Amen !
2014-03-24 15:32:43
2014-03-24 alle 14:01:57 da orcogat Premesso che sono astemio e l\'ho dichiarato molte altre volte, non capisco per quale motivo rivolge a me la domanda su possibili elenchi di elettori, io ho solo un piccolo elenco dei troll e gli indirizzi ip degli abituali frequentatori del bal dello sport. Elenchi di gente pacifica col solo vizio di raccontare qualche balla. Naturalmente sono elenchi ottenibili gratuitamente dalla rete studiando i flussi di banda. Inoltre sono anche vecchiotti poiché con l\'evento della fibra molti troll passano per maglia, ma solo se usano la rete fissa, se usano telefonini di ultima generazione hanno molti più indirizzi ip ecc. ma sono localizzabili con uno scarto di qualche metro. Naturalmente anche ciò è pubblico ed è quello che ha fregato il povero Tony Sugaman che ancora non riesce ha capacitarsi di come sia stato possibile risalire a lui che ha usato come Fantozzi l\'accento svedese e la patata in bocca. Faccia tesoro di quanto scrivo! Buona giornata
2014-03-24 15:31:09
Fusione con il Trentino e perchè no anche con il FVG? Perchè no ..? A Trento e Trieste parlano una lingua molto simile al veneto che parlo io. Ma prima si faccia l\'Indipendenza o l\'Autonomia del Veneto.