Electrolux, tagli del 40% in busta:
agli operai 900 euro, nuovi esuberi

Lunedì 27 Gennaio 2014 di Davide Lisetto
PORCIA (Pordenone) - Lo stabilimento dell'Electrolux
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PORDENONE - Un nuovo piano di tagli "lacrime e sangue" da Parte di Electrolux. La multinazionale ha illustrato nell’incontro in corso a Mestre (Venezia) il progetto che consente il mantenimento di parte della produzione. Si ipotizza un taglio dei salari (passando dai circa 1.350 euro attuali a meno di 900 in busta paga con riduzioni fino al 40%) passando attraverso la sospensione temporanea di tutti i contratti integrativi e degli scatti di anzianità. Inoltre, alla fine degli ammortizzatori sociali, l’orario passerebbe alle sei ore.



Questo piano consentirebbe la sopravvivenza degli stabilimenti, ma con ulteriori esuberi per Susegana (331), Forlì (160), Solaro (182). Per lo stabilimento di Porcia la situazione è decisamente più grave, ma ogni decisione è spostata al prossimo mese di aprile. Entro quella data, infatti, l’impresa dovrà decidere dove sviluppare e produrre il nuovo modello di lavatrice (Pilot One).



Per poter rendere competitiva e compatibile la produzione del nuovo modello di prodotto a Porcia - secondo quanto illustrato dalla direzione aziendale - è necessaria una riduzione di 30 euro a pezzo. Tutte le misure sul taglio del costo del lavoro e dei salari con le sei ore lavorate porterebbe a un recupero di soli 7,5 euro. Rimane quindi un delta enorme: entro aprile l’azienda valuterà se le misure messe in campo da Regione e Governo saranno sufficienti a colmare il gap di competitività. E quindi a mantenere aperto lo stabilimento pordenonese. In caso contrario si aprirà la strada del definitivo trasloco in Polonia. La "sentenza" è dunque posticipata di tre mesi.



«Il problema è che i prodotti italiani in tutto il campo dell'elettrodomestico sono di notevole qualità, ma risentono di costi produttivi superiori a quelli dei concorrenti» ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato. Al ministro ha risposto prontamente la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani: «Letta e Zanonato - ha detto - ci convochino immediatamente per valutare assieme le proposte da rilanciare alla multinazionale: il Governo non faccia il notaio della volontà svedese».



«Se non succede un miracolo entro aprile - ha commentato un'anziano sindacalista trevigiano della Fim Cisl di Susegana - Porcia è persa e a cascata, in due anni, sarà la volta degli altri stabilimenti». «La nostra è una flotta con la portaerei e le navi di appoggio - ha proseguito in metafora il sindacalista - se si affonda la portaerei, Porcia, basta un sommergibile per far fuori tutto il resto». «Ora andremo a parlare della nostra vicenda che è paradigmatica per l'intero Paese con il premier Enrico Letta» hanno detto i delegati delle Rsu e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil.



L'azienda Electrolux «di fronte al rimbalzare di numeri ed evidenze che possono fuorviare la serenità del confronto e generare inutili allarmi» con una nota dell'ufficio stampa ha in serata riassunto il documento sottoposto ai sindacati: «La proposta tutta da discutere del costo dell'ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa 8% di riduzione ovvero a meno 130 euro mese.

Nel corso dell'incontro è stata anche avanzata l'ipotesi di raffreddare l'effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell'est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità. Ovviamente l'azienda ha dato piena e ovvia apertura a considerare altre forme di riduzione del costo del lavoro con minori o, se possibile, nulle conseguenze sui salari. Il regime di 6 ore assunto come base per tutti i piani industriali, è da considerarsi con applicazione della solidarietà, come da accordi sottoscritti e dei quali auspica il prossimo rinnovo».





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Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 10:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA