Ucciso dal carabiniere, il militare
indagato: «Ma ho mirato al braccio»

Venerdì 31 Luglio 2015 di Luca Ingegneri
Il maresciallo Marco Pegoraro e Mauro Guerra
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PADOVA - Il maresciallo Marco Pegoraro è stato iscritto sul registro degli indagati per la morte di Mauro Guerra. La Procura di Rovigo ipotizza il reato di omicidio colposo a carico del comandante della stazione di Carmignano di Sant’Urbano. Si tratta di un atto dovuto in attesa dell’esame autoptico, cui potranno partecipare tutte le parti in causa. Pegoraro potrà quindi nominare un consulente di fiducia in vista del primo fondamentale passaggio dell’inchiesta.



L’INDAGATO Pegoraro non avrebbe quindi sparato per uccidere. Ha premuto il grilletto in direzione del 33enne buttafuori di Carmignano per interrompere il pestaggio del brigadiere Stefano Sarto, che stava soccombendo sotto i violenti colpi di Guerra. Il maresciallo sostiene di aver sparato due colpi in aria senza riuscire a spaventare il culturista. Non avrebbe avuto altra scelta che quella di sparargli. Pegoraro sostiene di aver mirato al braccio da una distanza di circa due metri e mezzo.



Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA