Il carabiniere che drogava le ragazze
di Coachsurfing: «Erotomane malato»

Mercoledì 18 Marzo 2015 di Luca Ingegneri
Dino Maglio
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PADOVA - Dino Maglio avrebbe letteralmente perso la testa quando la ragazza gli ha baciato una mano. Tutti i suoi freni inibitori si sarebbero dissolti in un attimo. E la poveretta sarebbe stata trattata alla stessa stregua di una bambola di pezza.

È il passaggio chiave della ricostruzione dello stupro subìto dalla sedicenne studentessa australiana, ospitata nel marzo di un anno fa nell’appartamento del carabiniere all’Arcella assieme alla madre e al fratellino.

Il pubblico ministero Giorgio Falcone ha usato parole durissime nel delineare la personalità del militare, attualmente recluso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ha definito Maglio come un erotomane malato, uno straordinario sessuomane impegnato nella spasmodica raccolta di immagini dal contenuto raccapricciante, anche autoprodotte, e sempre con finalità di natura sessuale.

Il carabiniere avrebbe agito con serialità utilizzando sempre la stessa tattica: gli bastava sciogliere mezza pastiglia di Tavor nel vino o nel limoncello per ridurre al minimo le difese delle vittime e poterne abusare senza incontrare resistenza.

Il magistrato titolare dell’inchiesta ha confermato che vi sono altri due fascicoli a carico di Maglio. Nel primo figurano come vittime tre ragazze originarie della Repubblica Ceca, nel secondo altre sei giovanissime provenienti da Polonia, Australia e Canada. Sono state tutte individuate ed identificate grazie anche all’attività dei giornalisti dell’Irpi, l’Investigative Reporting Project Italy.

Falcone ritiene il militare non meritevole della concessione delle attenuanti generiche. Ha sollecitato il giudice Mariella Fino ad irrogare una pena di sette anni e quattro mesi di reclusione.

È toccato poi alle parti civili avanzare pesanti richieste risarcitorie. L’avvocato Simone Cardin, per conto del Ministero della Difesa, ha accusato Maglio di aver provocato un danno all’intera comunità padovana. Da qui la richiesta di danni per 936mila euro, ovvero un euro per ciascun residente della nostra provincia.

I legali della vittima, gli avvocati Rubino e Dubini, hanno invece chiesto 200mila euro per la sedicenne australiana e 50mila per la madre.

Il processo è stato aggiornato al 14 aprile per l’arringa del difensore, l’avvocato Enrico Cogo, che punta a ridimensionare l’impostazione accusatoria.

Spettatore interessato couchsurfing.com, il sito internet che offre opportunità di scambi di alloggi in tutto il mondo, utilizzato da Maglio per adescare le ragazze. «Ammiriamo il coraggio dimostrato dalle donne che hanno scelto di denunciare pubblicamente la loro vicenda nell’interesse della giustizia - ha dichiarato l’amministratore delegato Jennifer Billock - oggi i nostri pensieri sono con tutte loro. Nel corso delle indagini abbiamo collaborato e continueremo a collaborare con le autorita giudiziarie».

Ultimo aggiornamento: 13:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA