Natale in missione: gli auguri dei soldati italiani dal fronte

Giovedì 24 Dicembre 2015 di Ebe Pierini
Natale in missione: gli auguri dei soldati italiani dal fronte
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Gli auguri per Natale e capodanno se li scambieranno tramite il telefono, whatsapp o Skype. Cercheranno così di accorciare le distanze che li separano da casa i 4.600 militari italiani che attualmente sono impegnati in missione all’estero, in Paesi lontani o in mezzo al mare. Festività all’insegna della sobrietà per i soldati che appartengono ai nostri contingenti sparsi per il mondo. In Afghanistan, nell’ambito della missione Resolute Support, che con ogni probabilità si protrarrà anche per tutto il 2016, si trovano circa 800 militari dislocati tra Herat e Kabul. Il contingente, su base Brigata Aosta, guidato dal generale Mauro D’Ubaldi, lavorerà anche il giorno di Natale e a capodanno.

Questa sera per cena, nel menù anche piatti della tradizione siciliana in omaggio alla provenienza geografica dei reggimenti impegnati in teatro operativo. Poi, a mezzanotte, il cappellano militare Carlo Lamelza, celebrerà nella mensa la Santa Messa di Natale alla quale parteciperanno tutti i soldati. Seguirà uno scambio di auguri con spumante e panettone. Ma saranno moltissimi i soldati che non potranno festeggiare in quanto saranno impegnati in servizio di vigilanza alla base o in altri ruoli che richiedono la loro costante presenza 24 ore su 24. “Riusciremo a ritagliarci un po’ di spazio per andare alla Messa di mezzanotte – racconta il sergente maggiore Giovanni Toppi, di Palombara Sabina, alla sua terza missione all’estero – Trascorreremo questa serata tutti insieme, come una famiglia. Poi chiamerò casa con Skype per fare gli auguri alle mia compagna e alla mia bimba di due mesi, Aurora. Per sentire meno la lontananza da casa mi sono portato dall’Italia una maglietta della Roma”. “L’importante sarà stare tutti insieme – aggiunge il 1° maresciallo Adriano Magoga, di Ciampino che ha alle spalle precedenti missioni in Kuwait, Iraq, Emirati Arabi – In fondo trascorreremo le feste con gli stessi colleghi con i quali condividiamo la nostra vita in missione. Di sicuro mi ritaglierò il tempo per chiamare a casa la mia compagna e mia figlia”. “Sarà un Natale diverso dagli altri anche perché io sono alla mia prima missione all’estero – commenta il caporal maggiore Chiara Parisi, 24 anni – Io faccio parte del coro che abbiamo creato per allietare la Messa di Natale. I miei genitori sono un po’ in ansia a sapermi qui in Afghanistan ma io cerco di tranquillizzarli ogni giorno. Certo mi mancheranno i piatti cucinati da mia nonna per Natale”.

Sono 1.100 i militari che trascorreranno le festività in Libano, nell’ambito della missione Unifil. Il contingente, su base Brigata Taurinense, guidato dal generale Franco Federici, è dislocato per lo più nella base di Shama. I soldati per festeggiare l’arrivo del Natale, all’interno della base Millevoi hanno allestito un grande albero luminoso stilizzato e poi nel presepe hanno posizionato la bandiera delle Nazioni Unite. Anche loro festeggeranno in maniera sobria partecipando alla Messa di mezzanotte e brindando con spumante e panettone. In Kosovo sono attualmente impegnati 550 militari italiani. Il contingente, su base 4° reggimento Carri di Persano, ha sede a Pec ed è guidato dal colonnello Salvatore Alessandro Sarcià. Questa sera la Santa Messa sarà officiata dall’ordinario militare Santo Marcianò giunto dall’Italia per l’occasione. “Io sono alla mia quinta missione fuori area ed ero già stato in Kosovo molti anni fa – racconta il caporal maggiore scelto Matteo Conti di Tivoli – A distanza di tutto questo tempo, oggi, grazie ai social network, a whatsapp e a Skype e molto più facile mettersi in contatto con casa e scambiarsi gli auguri. Natale in prima linea per i circa 750 soldati impegnati nella missione Prima Parthica tra Iraq e Kuwait.

Questa sera, la Santa Messa sarà celebrata sotto la tenda officina da un sacerdote dell’arcivescovato di Erbil. Poi i militari si ritroveranno tutti insieme per sorseggiare una cioccolata calda. “Il giorno di Natale lavoreremo in quanto dovremo svolgere un’esercitazione con i peshmerga curdi in vista della conclusione dell’8° ciclo addestrativo – racconta Roberto, 27 anni, romano, uno degli addestratori italiani in Iraq, di cui non si può svelare il cognome per motivi di sicurezza – Di sicuro trascorreremo questi giorni di festa tutti insieme anche se le nostre attività quotidiane non subiranno cambiamenti. Mi ritaglierò del tempo per fare gli auguri alla mia famiglia che si trova a Roma per telefono”. Nei vari teatri operativi i nostri soldati hanno cercato di ricreare, con quel che avevano a disposizione, l’atmosfera del Natale. C’è chi ha addobbato un albero fatto di lattine, chi lo ha ricreato utilizzando delle cassette di munizione vuote, chi ha riadattato per l’occasione una blindo centauro. C’è chi ha realizzato un presepe utilizzando delle bottigliette di vetro, chi invece delle montagne ha utilizzato la rete mimetica dell’Esercito. E poi ci sono i marinai impegnati nella missione antipirateria Atalanta e nella missione Mare Sicuro che sono riusciti ad allestire albero e presepe anche a bordo delle navi. Si ricrea così la magia del Natale anche in mezzo al deserto e in alto mare per sentire un po’ meno la lontananza da casa in questi giorni di gioia e di festa.