Filippine sconvolte dal tifone: oltre 10mila morti. Vittime anche in Cina

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Il supertifone fa vittime anche in Cina
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Almeno quattro persone sono morte e decine sono date per disperse nel sud della Cina, colpito da forti piogge provocate dal supertifone Haiyan. Dopo aver devastato le Filippine (con un bilancio che parla di 10mila vittime) il tifone si è spostato sul Vietnam, interessando marginalmente alcune aree della Cina merdionale. Intanto l'Unità di crisi della Farnesina sta effettuando le dovuto verifiche in seguito ad alcune segnalazioni da parte di italiani che non riescono a contattare loro parenti nelle Filippine. Lo riferisce il ministero degli Esteri.



Morti in Cina. L'agenzia Nuova Cina riferisce che le scuole sono rimaste chiuse per precauzione nelle città di Beihai, Qinzhou e Fangcgenggang, mentre le precipitazioni continuano. In precedenza, Haiyan aveva causato la morte di tre persone nella provincia insulare di Hainan, sempre nel sud del Paese. Sette pescatori che si trovavano in mare sono dati per dispersi. In totale circa mezzo milione di cinesi hanno subito la furia del tifone che ora si è ridotto di intensità ed è stato «declassato» a tempesta tropicale.



Graziato il Vietnam. Piogge torrenziali e venti fino a 120 km/h in Vietnam, dove però livello di distruzione non è paragonabile a quello visto nell'arcipelago. Nonostante diversi alberi sradicati, al momento le autorità non hanno dato notizia di vittime. Indebolitosi progressivamente attraversando il Mar cinese meridionale, Haiyan ha anche cambiato traiettoria nella giornata di ieri, puntando solo al nord del Vietnam e risparmiando le province centrali che inizialmente si consideravano sotto tiro. Le 650 mila persone evacuate sono già rientrate nelle proprie case, scrive la stampa statale. Nonostante l'indebolimento, Haiyan rischia comunque di causare allagamenti e smottamenti specie nelle aree rurali, in una regione che negli ultimi mesi ha già ricevuto abbondanti precipitazioni stagionali.



La corsa agli aiuti. L'aeroporto di Tacloban, una delle città filippine devastate dal tifone Haiyan, ha parzialmente riaperto questa mattina, per consentire un più rapido arrivo degli aiuti umanitari in una zona al quarto giorno senza elettricità, cibo e acqua. Lo ha comunicato l'ente filippino per l'aviazione civile (Caap). Lo scalo, gravemente danneggiato dalla furia delle onde che hanno spazzato la costa, può accogliere al momento solo pochi voli leggeri. Dato il crollo delle torre di controllo e la distruzione di altre attrezzature, il Caap ha fatto sapere che ci vorranno giorni o settimane prima di rendere lo scalo agibile per voli commerciali più grandi. Diversi Paesi e organizzazioni umanitarie hanno già inviato centinaia di tonnellate di aiuti, arrivati però finora solo in minima parte data la necessità di utilizzare solo elicotteri militari o le strade di accesso in gran parte ancora inagibili.
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Lunedì 11 Novembre 2013, 10:26






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