Fmi: prospettive Italia peggiori
della Grecia, pil 2015 a +1,1%,
forte livello di disoccupazione

Martedì 8 Aprile 2014
Lagarde e Draghi
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L'economia italiana torna a crescere quest'anno: secondo il World economic outlook del Fmi (Fondo monetario internazionale) dopo il -1,9% del 2013, il pil salirà dello 0,6% nel 2014, per accelerare nel 2015 all'1,1%. Quest'anno, quindi, la performance dell'economia italiana sarà equivalente a quella della Grecia (+0,6%) con solo Finlandia, Slovenia (+0,3% in entrambi i casi) e Cipro (-4,8%) a fare peggio all'interno dell'area euro. L'anno prossimo, però, ci sarà il riscatto di Atene (+2,9%), con Roma che crescerà tanto quanto Helsinki (+1,1%) ma continuerà solo a fare meglio di Lubiana (+0,9%) e Nicosia (+0,9%).



Il tasso di disoccupazione in Italia si attesterà al 12,4% quest'anno e all'11,9% il prossimo, dopo il 12,2% del 2013: è quanto prevede il Fmi. Stando al rapporto sulle prospettive dell'economia globale elaborate in occasione degli Spring Meetings del Fondo in corso a Washington Dc, in Grecia - che nel 2013 ha registrato un Pil in calo del 3,9% - il tasso di disoccupazione resta decisamente peggiore rispetto all'Italia nonostante sia visto in calo dal 27,3% del 2013 al 26,3% del 2014 e al 24,4% del 2015. Un mercato del lavoro così difficile resta anche in Spagna, dove il tasso restarà decisamente alto seppur in miglioramento: dal 26,4% del 2013 al 25,5% del 2014 e al 24,9% del 2015. A Cipro il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e la forza lavoro è visto invece crescere dal 16% del 2013 al 19,2% del 2014 e al 18,4% del 2015.



«Rilanciare il credito in Italia». «Ulteriori azioni per far ripartire il credito in Francia, Irlanda, Italia e Spagna - dice il Fmi - potrebbero far aumentare il pil del 2% o oltre.L'offerta di credito ai livelli pre-crisi porterebbe a un aumento del pil, relativamente al primo trimestre del 2008, del 2,2% in Francia, 2,5% in Irlanda, 3,9% in Italia, 4,7% in Spagna».



«Il rischio di deflazione nell'area euro resta relativamente alto, e pari circa la 20%» dice il Fmi, sottolineando che un maggiore allentamento monetario, incluse misure non convenzionali, »è necessario ora. Il Fondo stima per l'area euro prezzi al consumo allo 0,9% e quest'anno e all'1,2% nel 2015.



I rischi di bassa crescita e stagnazione restano una preoccupazione, per il Fmi, soprattutto nell'area euro e in Giappone. Il Fondo esorta l'area euro a riparare i bilanci delle banche, a ricapitalizzare quelle deboli, a completare l'unione bancaria, a sostenere la domanda e a portare avanti riforme strutturali.



«La ripresa globale si è rafforzata ma resta fragile e restano significativi rischia al ribasso» si legge nel rapporto, secondo il quale il pil mondiale crescerà quest'anno del 3,6% e nel 2015 del 3,9%, con ambedue i dati limati al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre 2013. A tirare la crescita sono le economie avanzate.



Pil area euro + 1,2% nel 2014, +1,5% nel 2015. Il pil dell'area euro crescerà quest'anno dell'1,2% e nel 2015 dell'1,5%, con un ritocco al rialzo per gli ambedue gli anni di 0,1 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre 2013. Il Fmi stima un tasso di disoccupazione all'11,9% nel 2014 e all'11,6% nel 2015. Per gli Stati Uniti il Fondo stima una crescita nel 2014 del 2,8% e nel 2015 del 3,0%. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti si attesterà quest'anno al 6,4% e al 6,2% nel 2015. Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 07:41