Rissa tra gruppi davanti al Kebab. Il sindaco sbotta: «Continui disagi»

LONIGO - È polemica in città sui frequentatori del kebab di via Roma, nel cuore della città: dopo una tregua di qualche mese lo spazio antistante domenica sera è tornato ad essere teatro di una violenta rissa tra più di persone che ha fatto fuggire i passanti.

Poco dopo le 21 davanti al locale abitualmente frequentato da persone di origine indiana si è presentato un gruppetto di romeni. È iniziata una discussione e successivamente una rissa a calci e pugni tra i due gruppi, una ventina di persone in tutto, molte delle quali probabilmente alterate dall’alcol. Il gestore del kebab per non subire danni al locale ha spento le luci e abbassato la serranda. È partita una chiamata al 112 e, all’arrivo di tre gazzelle dei carabinieri, i due gruppi di sono dispersi.

Da anni i residenti di via Roma sono esasperati per una serie di episodi violenti e situazioni di disagio provocati in orario notturno dai clienti del kebak che, oltre a gridare e litigare, vomitano e urinano sui portoni d’ingesso delle abitazioni. Il sindaco Luca Restello (Lega), poco dopo l’assunzione dell’incarico nel giugno 2015, ha emesso un’ordinanza di chiusura alle 19.30 del kebab per evitare risse notturne tra ubriachi e sporcizia lasciata ovunque in strada. L’ordinanza ha avuto efficacia per poco più di due mesi, fino a settembre 2015, perché la sinistra leonicena ritenendo il provvedimento razzista effettuò una raccolta fondi per pagare al titolare del kebab il ricorso al Tar che permise il ripristino dell’orario serale.

Si dice ora amareggiato il primo cittadino Restello: «La situazione provoca continui disagi ai residenti su via Roma, preoccupati per i numerosi episodi di disturbo e sporcizia che si registrano da anni. Il titolare del kebab è collaborativo con il Comune e le forze di polizia per mantenere il più possibile l’ordine davanti al suo locale. La questione è di decoro urbano: persone ubriache nel cuore di Lonigo spesso disturbano e sporcano. Ho cercato di risolvere il problema con un’ordinanza che imponeva al kebab la chiusura alle 19.30 e in città ho preso fa fascista e razzista dalla sinistra che ha promosso un raccolta fondi per pagare il ricorso al Tar del proprietario, che aveva trovato una nuova locazione a Vicenza ed eravamo disposti come amministrazione ad aiutarlo nel trasloco. Non sono razzista, potrei esserlo ma soltanto nei confronti di atti di inciviltà e degrado che offendono il quieto vivere, anche se compiuti da leoniceni da più generazioni. Per il quieto vivere di tutti serve educazione e decoro».
 

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