Micro-cheating, quando il semplice flirt diventa tradimento social

Inizia tutto per gioco: uno scambio di battute, un messaggio su whatsapp, un’emoticon di troppo. Ovviamente all’insaputa del proprio partner.
In un rapporto di coppia, soprattutto di lunga durata, può accadere che l’occasione di un innocente flirt assuma un fascino quasi irresistibile. Nella maggior parte dei casi però, quando stabilità e rispetto sono alla base dell’unione, il pericolo si esaurisce senza conseguenze provocando, al contrario, una maggiore presa di coscienza del valore della vita a due con qualche grammo di autostima in più.

In un mondo come quello di oggi però, dove i social network troppo spesso sostituiscono le relazioni umane, un flirt che una decina d’anni fa si sarebbe forse consumato senza complicazioni può diventare il campanello d’allarme di un comportamento scorretto e trasformarsi con il tempo in un tradimento fisico e concreto.
Oltreoceano è stato definito “micro-cheating” (piccolo inganno), ma è davvero così piccolo come sembra?

A definire la sottile linea che divide un semplice flirt e una condotta invece inadeguata nei confronti del partner all’interno della coppia, ci ha pensato uno studio pubblicato dall’Huffington Post Australia. La psicologa Melanie Schilling descrive i piccoli gesti e gli atteggiamenti inopportuni che rientrano in una prospettiva di mini tradimento: omissione di eventi o conversazioni accadute, incontri non dichiarati, iscrizione ad app per dating come Tinder, scambi di sms prontamente cancellati e bugie di qualsivoglia tipo. Il minimo comun denominatore di questa attitudine è la segretezza, motore principe di un eventuale tradimento, corporeo o platonico che sia.

Se i segnali sono quasi sempre gli stessi e comuni alla maggior parte dei micro traditori, le ragioni possono invece essere molteplici. Noia, bisogno d’evasione, leggerezza, mancanza d’autostima o di attenzioni, la necessità di sentirsi continuamente desiderati.
Di fronte ad un comportamento del genere la cosa migliore da fare è tentare la strada del dialogo e cercare di individuare la reale intenzione del partner. Se dopo la manifestazione di disappunto non compaiono cenni di cambiamento però, avallare e permettere una condotta irrispettosa nei propri confronti può minare profondamente la sicurezza in se stessi, sottostimando il proprio valore e diventando di fatto “vittima” dell’altro.

Dove si trova dunque la sottile linea che divide un tradimento reale, di fluidi, da un micro inganno, fatto di pensieri, messaggi, ma spesso, senza alcuna reale intenzione di concretezza? Forse l’ago della bilancia siamo noi, con la capacità di intravedere i nostri limiti e quelli degli altri, con la fermezza razionale di giudicare ciò che sentiamo sia giusto o sbagliato per noi, ma senza dimenticare di mettere sempre l’amore e il rispetto per noi stessi al primo posto di fronte a tutto.

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