Venice, il processo dei mille testimoni

Venice, il processo dei mille testimoni
LA MEGA TRUFFAPORDENONE Mille e passa testimoni. Il processo ai collaboratori di Fabio Gaiatto rischia di impegnare il Tribunale di Pordenone per due o forse più anni. La Procura...

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LA MEGA TRUFFA
PORDENONE Mille e passa testimoni. Il processo ai collaboratori di Fabio Gaiatto rischia di impegnare il Tribunale di Pordenone per due o forse più anni. La Procura ha depositato una lista testimoniale interminabile. «Ho citato tutte le parti offese», spiega il procuratore Raffaele Tito. Sono 1.222, compresi i 97 risparmiatori che non si erano costituiti parte civile e che sono stati inseriti nel processo d'ufficio, per via dell'ingente somma di denaro investita con la Venice Investment Group. A questi si devono aggiungere altri 171 nominativi: investigatori della Guardia di finanza di Portogruaro, consulenti, lo stesso Gaiatto (già condannato a oltre 15 anni) e la compagna Najima Romani (ha patteggiato 4 anni e 2 mesi). Ci saranno anche le vittime delle cosiddette estorsioni croate. Ad esempio - ed è il primo nome della lista - la commercialista che non eseguì l'ordine datole da Gaiatto di bruciare tutti i documenti relativi ai clienti della Venice conservati nel suo ufficio di Pola. I fratelli Bariggi, l'imprenditore Marco Cavalli e un'altra delle vittime delle azioni intimidatorie del clan che si spacciava per i Casalesi, Marco Drigo. Tra i nominativi indicati spicca anche la guardia del corpo ingaggiata da Gaiatto per controllare gli accessi alla sua abitazione di Portovecchio. A quella della Procura vanno aggiunte le liste testimoniali delle difese e delle parti civili. Molti nomi saranno identici per tutte le parti, molti altri verranno depennati dalle liste grazie all'acquisizione dei verbali resi a sommarie informazioni o delle querele, qualcun altro verrà ritenuto superfluo. In ogni caso il numero resterà molto alto.

GLI IMPUTATI
Sono in tredici e sono chiamati a difendersi dalle accuse di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e all'abusivismo finanziario (il reato più grave tra quelli contestati). La sola Marija Rade, commercialista croata della Venice Investment Group, risponde anche di abusivismo bancario e autoriciclaggio legati ai 78 contratti di mutuo per 11,5 milioni di euro. I coimputati sono Massimiliano Vignaduzzo di San Michele al Tagliamento, Claudia Trevisan di Fossalta di Portogruaro, Giulio Benvenuti di Vicenza, Marco Zussino di Basiliano, Luca Gasparotto di Cordovado, Andrea Zaggia di Saccolongo, Daniele Saccon di Mareno di Piave, Massimo Osso di Palmanova, Flavio Nicodemo di Teglio Veneto, Massimiliano Franzin di Oderzo, Moreno Vallerin di Due Carrare e Massimo Minighin di Fossalta di Portogruaro.
IL PROCESSO

Marija Rade, a cui era stato respinto il patteggiamento in udienza preliminare, potrebbe riproporre l'istanza al collegio presieduto dal giudice Alberto Rossi (a latere Piera Binotte ed Elisa Tesco). Con qualche leggera modifica ai capi di imputazione si potrebbero aprire nuove strategie difensive anche per gli altri imputati. Ma sono soltanto ipotesi. Oggi si tenterà di far spostare il processo in un'altra sede giudiziaria, affinchè non subisca pressioni mediatiche, e le parti civili depositeranno (oltre a nuove costituzioni di persone offese) le loro istanze, comprese le citazioni di banche e società come responsabili civili.
C.A.
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Il Gazzettino