«Ulteriore conferma, la commissione Antimafia deve intervenire subito»

«Ulteriore conferma, la commissione Antimafia deve intervenire subito»
LA SITUAZIONEMESTRE Sull'operazione contro la ndrangheta diretta dall'Antimafia di Venezia, interviene l'onorevole Nicola Pellicani, componente della commissione Antimafia della...

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LA SITUAZIONE
MESTRE Sull'operazione contro la ndrangheta diretta dall'Antimafia di Venezia, interviene l'onorevole Nicola Pellicani, componente della commissione Antimafia della Camera.

IL FENOMENO
«Questo intervento conferma come il fenomeno sia esteso e radicato anche nel Veneto. 33 arresti, oltre 100 indagati e il sequestro di beni per oltre 3 milioni di euro tra Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Calabria - afferma in una nota - Un ulteriore elemento che porta a ribadire il massimo impegno di tutti per contrastare la criminalità organizzata e diffondere la cultura della legalità». Per il deputato del partito democratico «la Commissione Antimafia deve intervenire subito, con un programma di audizioni che da troppo tempo stiamo aspettando. È urgente calendarizzare in tempi strettissimi le audizioni con il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi, il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto e la Guardia di Finanza. L'emergenza Covid-19 sta aggravando il quadro delle infiltrazioni mafiose - sostiene Pellicani - Non più tardi della settimana scorsa era stato il Procuratore Nazionale Federico Cafiero De Raho a mettere in guardia sulla presenza e il radicamento delle mafie in Veneto. Lo dimostrano anche gli ultimissimi dati della Guardia di Finanza: su 2.700 nuove imprese nate in Veneto durante il lockdown, emerge che 900 sono gestite da persone con precedenti penali, e 200 di queste da soggetti con precedenti per mafia, usura, riciclaggio e frode fiscale. Anche per questo la DDA di Venezia e la Guardia di Finanza - conclude Nicola Pellicani - stanno conducendo un progetto di indagine e monitoraggio delle attività economico-finanziarie, per individuare quelle più esposte alle infiltrazioni mafiose, soprattutto a causa della crisi economica, e prevenire questi fenomeni».
IL CONTESTO
Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione, rapina, usura, ricettazione, riciclaggio, turbata libertà degli incanti, furto aggravato, favoreggiamento, violazione delle leggi sulle armi, con le aggravanti mafiose.
I provvedimenti scaturiscono da un'attività investigativa del Ros per accertare la presenza, in Veneto, di strutture ndranghetiste. Oltre cento le persone raggiunte da avvisi di garanzia.
Gli arresti sono stati eseguiti dal Ros con il supporto dell'Arma territoriale in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Calabria.

Contestualmente, si sta procedendo a numerose perquisizioni e sequestri di beni, mobili e immobili per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro.
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Il Gazzettino