Sentiti a cascata diversi minorenni

Sentiti a cascata diversi minorenni
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La casa di via Feltre era nota ai consumatori: era un vero e proprio market di droghe leggere. Lì minorenni arrivavano con il motorino per prendersi marijuana o hashish. Lì abitava Nicola Giustolisi, classe 1992, siciliano di Augusta, noto alle forze dell'ordine per precedenti di spaccio. Era il 2013 e il ventenne lavorava in un negozio di telefonia: ma era un altro il suo vero lavoro, quello che gli procurava i maggiori introiti. Era quello di spacciatore. Quando iniziava a tirare brutta aria se ne tornò in Sicilia, dove poi venne arrestato per altri episodi di spaccio e dove venne perquisito dalla polizia (nell'ambito dell'inchiesta bellunese) che gli trovò in casa 18 grammi di droga.

Ieri mattina in Tribunale a Belluno sono stati sentiti i primi tesit, ora diventati maggiorenni che hanno raccontato di aver acquistato droga dal siciliano. Alla sbatta con Giustolisi è finito anche Matteo Casagrande, 22enne bellunese, che però non è stato quasi mai citato dai testimoni. I due imputati sono finiti di fronte al tribunale in composizione collegiale per lo spaccio aggravato perché rivolto a ragazzini minori. Sono difesi dagli avvocati Mauro Gasperin e Daniele Tormen (che è stato nominato in sostituzione del collega siciliano che non si è presentato inviando una comunicazione chiedendo un rinvio che non è stato concesso).
È iniziata la sfilata dei primi 5 testi che hanno risposto alle domande del pm Simone Marcon. L'agente di polizia di Stato della Questura che ha svolto le indagini. Ha spiegato che hanno sentito un giovane che faceva uso di sostanze stupefacenti e «a cascata» hanno sentito altri consumatori arrivando così a Giustolisi.

Hanno parlato poi altri 4 testi, tutti consumatori: hanno spiegato che pagavano una decina di euro al grammo e c'è chi aveva effettuato anche 10 acquisti. Un unico teste ha nominato il Casagrande. Hanno comunque parlato tutti con molta fatica e due consumatori convocati per l'udienza di ieri non si sono proprio presentati. Inevitabile la multa decisa dal collegio di 100 euro ciascuno e il rinvio al 24 maggio, quando saranno sentiti gli ultimi tre testimoni d'accusa.
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Il Gazzettino