Ronde, ecco CasaPound: «Noi già nei quartieri»

LA DISCESA IN CAMPO
PORDENONE CasaPound non è Forza Nuova, almeno a Pordenone. E la notizia che, seppur con qualche titubanza, anche il partito della tartaruga si schieri dalla parte delle ronde per la sicurezza aumenta la portata della vicenda. Il partito della tartaruga ottagonale non è infatti un movimento sfilacciato, composto da una sezione che da tempo è inattiva sul territorio e che solo oggi vorrebbe rinascere. A Pordenone CasaPound è attiva, sia sul piano del sociale che attraverso le iniziative della sua branca giovanile, il Blocco studentesco. Ma le parole che arrivano dal leader locale, Emanuele Gibilisco, non danno solo la notizia del possibile appoggio del partito all'iniziativa paventata da Forza Nuova. Si apprende infatti che in realtà una sorta di ronda notturna a Pordenone esiste già. Non si chiama così, ma cambia poco.
ATTIVISTI DI QUARTIERE
CasaPound è una realtà prospera, quantomeno se si capisce che si sta parlando di un movimento e non di un partito con basi storiche sul territorio. Ha una trentina di attivisti a disposizione, senza contare i giovani del Blocco studentesco. È presente, già presente, anche nei quartieri che adesso Forza Nuova vorrebbe proteggere con le sue ronde. «I residenti di Pordenone - spiega infatti il leader Emanuele Gibilisco - ci contattano sulla nostra pagina Facebook e ci segnalano qualcosa che non va». Il problema può essere lo spaccio, ma anche la presenza di persone che disturbano un quartiere con urla e schiamazzi. Vanno bene (si fa per dire) anche situazioni di degrado e sporcizia. Basta uno squillo e le squadre di CasaPound intervengono in silenzio. E c'è una frase pronunciata da Gibilisco che rende l'idea della motivazione che spinge gli attivisti a trasformarsi già oggi in una truppa di controllo: «Arriviamo dove lo Stato non riesce a fare il suo mestiere», è la spiegazione, tutta personale, fornita dal leader del movimento di estrema destra. «Nel recente passato - prosegue - siamo stati al Bronx, prima ancora in via Rotate quando dovevano arrivare i richiedenti asilo. Interveniamo dove i cittadini ritengono che sia necessario il nostro apporto». Ma cosa fanno, nel dettaglio, le squadre di CasaPound? «Siamo senza le pettorine - spiega ancora Gibilisco -, quindi non indossiamo vessilli del partito. Effettuiamo dei presìdi notturni che possono durare anche molte ore, in modo tale da rendere una zona della città o un quartiere più sicuro. Se avvistiamo qualche problema o qualche persona sospetta, allertiamo le forze dell'ordine. Siamo a fianco dei cittadini, sono loro a chiederci aiuto». Eccolo, l'humus che stava cercando anche Forza Nuova. A Pordenone il volontarismo di estrema destra c'è già, è vivo.
L'APPOGGIO
Da qui a spalleggiare l'iniziativa di Forza Nuova, il passo è breve. I rapporti tra le due branche della destra estrema non sono sempre stati idilliaci. C'è distanza, quasi noncuranza, ma i punti in comune esistono. «Non ci piace parlare di ronde - prosegue Gibilisco riferendosi alla proposta di Forza Nuova - ma se si tratta di una cosa voluta anche dei cittadini perché no, ci potremmo stare anche noi. Siamo già presenti nei quartieri più difficili con i nostri presìdi e la città la conosciamo bene». Punto primo, a Pordenone, anche se silenziose, le ronde (volutamente tra virgolette) esistono già, basta contattarle su Facebook; punto secondo, la distanza tra le due anime della destra estrema non è poi così ampia.
Marco Agrusti
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