Rigenerazione urbana, l'Anci spinge per il ripristino fondi

LA MOSSA
BELLUNO L'Anci ci prova. Ma intervenire sul milleproroghe per ripristinare i fondi della rigenerazione urbana è un lavoro da Giobbe più che da sindaci. Perché serve pazienza. Tanta. Quella che hanno avuto ieri sera i rappresentanti veneti dell'Associazione nazionale Comuni italiani (Treviso e Padova), ricevuti dal premier Conte proprio per affrontare insieme al presidente del consiglio la spinosa questione dei fondi bloccati. Il governo del resto ha fatto le sue mosse già con l'approvazione del decreto al Senato, e sarà difficile una marcia indietro totale alla Camera. Come dimostra il dibattito a Montecitorio. «Ho seguito con attenzione la discussione alla Camera commenta il sindaco Massaro e ho avuto la conferma, dopo la prima impressione all'audizione in Commissione Bilancio, che molti deputati non conoscano il funzionamento delle norme contabili, e forse nemmeno il testo delle leggi che vanno a votare. Si è detto che l'emendamento salva i progetti esecutivi, e non è vero; si è detto che gli avanzi di amministrazione, sbloccati dal congelamento del Bando Periferie, potranno essere già utilizzati nel 2018, e non è vero, dato che visti i tempi tecnici non possono essere spesi e finiscono di nuovo in avanzo di amministrazione». La partita non è ancora chiusa, però. Sul fronte delle proposte, durante la discussione Anci-Conte, è emersa più volte la possibilità di rimediare al congelamento dei fondi con la legge di bilancio, finanziando i progetti già esecutivi. «Questo sarebbe per noi comunque una buona notizia - sottolinea Massaro Dei 7 progetti proposti, 5 sono già stati approvati e inviati alla Presidenza del Consiglio il 6 agosto, con la scadenza prevista per l'8 agosto; i 2 restanti, per i quali avevamo chiesto e ottenuto insieme ad altri comuni una deroga che scade sabato, sono già arrivati in fase esecutiva e verranno presto approvati dalla giunta e inviati a Roma entro i termini. Quello che è certo è che questo momento di incertezza non fa bene all'economia nazionale».

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