Restituita la lapide dei Cernazai

Restituita la lapide dei Cernazai
RITROVAMENTOUDINE Dopo 11 anni la pietra tombale appartenuta alla famiglia udinese Cernazai, sottratta da ignoti nel 2010, è stata recuperata e restituita alla parrocchia...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
RITROVAMENTO
UDINE Dopo 11 anni la pietra tombale appartenuta alla famiglia udinese Cernazai, sottratta da ignoti nel 2010, è stata recuperata e restituita alla parrocchia metropolitana di Udine. A rintracciarla i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale del capoluogo friulano che l'hanno riconsegnata all'Arciprete della Cattedrale di Udine e vicario urbano, monsignor Luciano Nobile. Il manufatto, risalente al 1784 e del peso di 2 quintali, era stato illecitamente asportato durante i lavori di ristrutturazione della chiesa di San Cristoforo Martire di Udine. Il bene è stato recuperato dai militari del Reparto specializzato dell'Arma nel corso dell'operazione internazionale convenzionalmente denominata Pandora, coordinata da Europol e finalizzata a contrastare, in diversi Paesi europei, la commercializzazione di beni culturali di illecita provenienza.

INDAGINE

I Carabinieri del Nucleo Tpc di Udine, impegnati nella ricerca di altri manufatti artistici in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, hanno individuato e sequestrato d'iniziativa, all'interno dell'area di pertinenza di una ditta edile dismessa della provincia di Udine, la pietra tombale, che, sconosciuta all'atto del controllo, era però fin da subito apparsa di palese natura chiesastica nonché di evidente pregio. Gli approfondimenti successivi sul bene culturale, disposti dalla Procura della Repubblica di Udine ed effettuati con il contributo del delegato ai beni culturali ecclesiastici dell'Arcidiocesi di Udine, Monsignor. Alessandro Piussi e del Direttore del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, Giuseppe Bergamini, hanno consentito ai carabinieri di contestualizzarne la provenienza e l'origine furtiva. Il manufatto, di cui si era persa traccia negli anni Sessanta del secolo scorso, era stato rinvenuto all'interno del campanile annesso alla chiesa nel corso dei lavori citati di ristrutturazione e asportato illecitamente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino