Partecipate, parte la cura dimagrante

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La gestione commissariale sembra destinata a lasciare un'impronta permanente nell'amministrazione comunale. Oltre alla questione di bilancio, il prefetto Zappalorto si è trovato ad affrontare anche la riorganizzazione delle società partecipate. L'opera era stata iniziata sotto la giunta guidata da Giorgio Orsoni, con l'individuazione di alcune holding di riferimento (Veritas, Avm, Vela, Ames e Casinò) nella selva di società che con il tempo sono arrivate ad occuparsi dei settori più disparati. Ieri, però, scadeva il termine di legge per razionalizzare le partecipazioni societarie e in una lunga riunione con i dirigenti del settore, l'amministrazione commissariale ha varato una serie di misure che saranno illustrate oggi nel dettaglio.

La più importante riguarda il settore della mobilità, con Avm destinata ad assorbire Actv e Pmv. Tale scelta è determinata da molteplici ragioni. Prima di tutto, la situazione azionaria attuale vede Avm di proprietà esclusiva del Comune e come tale non potrebbe ricevere affidamenti "in house" da altre amministrazioni che non ne sono azioniste e che non possono esercitare neppure il controllo analogo su di essa. Effettuando una fusione per incorporazione di Actv in Avm si diluisce l'azionariato estendendolo ad altre amministrazioni, blindando anche la situazione giuridica degli affidamenti, che altrimenti dovrebbero andare in gara europea. Come si chiamerà la nuova società? Al momento è considerato un dettaglio, da risolversi in un secondo momento.
L'altra ragione è che ci sono amministrazioni che hanno chiesto al Comune la liquidazione delle loro azioni detenute in Pmv e i tecnici di Ca' Farsetti hanno trovato il modo di non monetizzare questa partita ritirando azioni Pmv e dando in cambio azioni di Actv.
L'altra grande questione è invece legata alla scelta di quali partecipazioni dismettere, dal momento che la legge chiede alle amministrazioni di disfarsi delle società che non siano finalizzate alla fornitura di servizi comunali. Ce ne sono molte che potrebbero essere, per così dire, privatizzate. La prima sarà la scuola del vetro Abate Zanetti di Murano, nella quale il Comune ha il 5 % delle azioni e che nel Consiglio comunale di domani delibererà la vendita o, in subordine, il recesso dalla società.
M.F.


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Il Gazzettino