Paolo Veronese e i rapporti con Padova Mostra e itinerari alla scoperta della sua arte

Paolo Veronese e i rapporti con Padova Mostra e itinerari alla scoperta della sua arte
Fino all'11 gennaio negli spazi per esposizioni temporanee della sede dei Musei Civici di piazza Eremitani è aperta la mostra "Veronese e Padova", un interessante percorso che...

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Fino all'11 gennaio negli spazi per esposizioni temporanee della sede dei Musei Civici di piazza Eremitani è aperta la mostra "Veronese e Padova", un interessante percorso che sottolinea l'apporto dell'arte del grande pittore e il suo seguito a Padova.

Paolo Veronese dovette avere rapporti con Padova dalla fine degli anni Quaranta e, se si accetta la precoce datazione del Martirio di Santa Giustina dalla Galleria abbaziale di Santa Giustina, il rapporto del pittore con la città si strinse vieppiù negli anni cinquanta. Nel 1562 eseguì per Praglia la Gloria d'angeli e, poco dopo, il Martirio dei Santi Primo e Feliciano. Per i benedettini di Santa Giustina dipinse una Crocifissione, unica sua opera nota su pietra nera, per i cappuccini l'Ultima Cena destinata al refettorio. Verso il 1575 a San Francesco era stata collocata l'Ascensione, la cui parte inferiore venne pochi decenni dopo rubata e reintegrata con il gruppo degli apostoli dipinto nel 1625 da Pietro Damini. Per la prima volta dopo 400 anni in mostra si può vedere al suo fianco il gruppo degli Undici Apostoli ora alla Galleria di Praga. Nel 1575 a Santa Giustina veniva collocata la pala raffigurante il martirio della Santa. E' l'opera più impegnativa di Paolo per la nostra città. La sua tela più tarda in mostra è una Maddalena, databile verso il 1582. Alla mostra si accostano itinrerari in vari luoghi della città. Orario 9-19, intero 10 euro, ridotto 8 euro.
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Il Gazzettino