Nuovi documenti: slitta la decisione su 4 medici di base

Nuovi documenti: slitta la decisione su 4 medici di base
IL NODOTREVISO Resta ancora in ballo la posizione dei quattro medici di famiglia trevigiani che nonostante l'obbligo non si sono vaccinati contro il coronavirus. La commissione ad...

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IL NODO
TREVISO Resta ancora in ballo la posizione dei quattro medici di famiglia trevigiani che nonostante l'obbligo non si sono vaccinati contro il coronavirus. La commissione ad hoc istituita dall'Usl della Marca ha rinviato alla prossima settimana la decisione su un'eventuale sospensione, con annesso taglio dello stipendio. Era attesa per l'altro ieri. Alla fine, invece, arriverà mercoledì prossimo, sempre che non emergano altri inghippi. Negli ultimi giorni la commissione si è vista recapitare una nuova serie di certificati dai camici bianchi coinvolti. E ora è chiamata a passarli in rassegna per arrivare a decidere una volta per tutte se la mancata vaccinazione si basa su un valido motivo. Se non sarà così, scatterà la sospensione, almeno fino al 31 dicembre.

ASSISTITI IN BILICO
Non è solamente una cosa formale. Ci sono 6mila cittadini che attendono di capire se potranno continuare a essere seguiti dai quattro medici in questione o se dovranno trovare un altro riferimento in ambulatorio. «Al momento gli assistiti non sono stati affidati ad altri dottori di base», filtra dall'azienda sanitaria. Tra i quattro camici bianchi del territorio c'è anche Riccardo Szumski, il medico di famiglia e sindaco di Santa Lucia di Piave, paladino delle cure domiciliari contro il Covid, diventato nel tempo un vero e proprio riferimento per le galassie No-Vax e Free-Vax. La sua posizione è ancora più delicata. Szumski, infatti, non è solo sotto la lente della commissione dell'Usl che deve vigilare sul rispetto dell'obbligo vaccinale da parte del personale sanitario. Il medico di Santa Lucia di Piave resta anche al centro dell'attenzione dell'Ordine dei medici di Treviso, che lo ha già convocato più volte, per una serie di distinguo sui vaccini contro il coronavirus. Parallelamente, pure l'azienda sanitaria lo aveva convocato per dei chiarimenti. Su questo fronte, Szumski ora è anche sotto la sguardo dell'ufficio convenzioni della stessa Usl perché avrebbe spedito in pronto soccorso un paziente, non suo assistito, con un'impegnativa non adeguata.
GLI INFERMIERI

C'è poi il nodo degli infermieri. Fino ad oggi sono stati sospesi 45 professionisti che non si sono vaccinati. Secondo l'Ordine delle professioni infermieristiche di Treviso, però, in realtà sono più di 300 quelli che non si sono sottoposti all'iniezione anti-Covid. «La commissione sta procedendo con il proprio lavoro taglia corto Francesco Benazzi se all'Ordine risulta che ci siano altri infermieri non vaccinati, ci dia pure i loro nomi». (m.fav)
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Il Gazzettino