«Massimi ribassi e niente controlli Sono lavoratori di serie C»

«Massimi ribassi e niente controlli Sono lavoratori di serie C»
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PORDENONE - (d.l.) Passi per il Natale senza la tredicesima che dovrebbe arrivare comunque entro dicembre. Ma attenderla ancora a Pasqua - cioé dopo quasi quattro mesi - ha fatto perdere la pazienza ai lavoratori che - in appalto - operano negli ospedali e nelle strutture territoriali dell'Azienda 5 nell'intera provincia trasportando i pazienti con le autoambulanze da un posto all'altro. I lavoratori sono quelli della società cooperativa Tiesse di San Donà di Piave che gestisce in appalto questo tipo di servizio. «Ma non è l'unico problema - sottolinea il sindacalista Adriano Giacomazzi (Cisl) che sta seguendo il caso - di questi lavoratori. Stanno attendendo le spettanze del Tfr loro promesso, in seguito al subentro nell'appalto dopo un'altra cooperativa, da oltre due anni. Inoltre, pur facendo orari continuativi non hanno una pausa pranzo definita. Non hanno né buoni pranzo, né un luogo dove poter mangiare. Situazioni che stanno esasperando i circa 25 operatori, trattati come lavoratori di serie C, non B». Addetti e sindacato hanno ripetutamente informato i vertici dell'Azienda sanitaria. «Cosa sarebbe successo - ci chiediamo - se ai dipendenti diretti della stessa Azienda committente fosse stato riservato uguale trattamento? Per questo, in qualche modo, la stessa direzione - sottolinea il sindacato - dovrebbe farsi carico della pesante situazione che coinvolge personale che svolge un servizio importante per gli ospedali locali. Si tratta di addetti che dovrebbero essere assunti direttamente dall'Aas5, ma i limiti posti non consentono le assunzione e obbligano a ricorrere agli appalti». E nel mirino finiscono proprio gli appalti della sanità. «Non è - aggiunge Giacomazzi - la prima volta che accade e purtroppo non sarà l'ultima. Conosciamo i criteri di assegnazione dei servizi troppo frequentemente al ribasso. Non si tiene conto dei costi complessivi del personale impiegato e dei costi delle strutture e dei mezzi utilizzati per i servizi. Non è più sufficiente la regolarità del Durc (il documento di regolarità contributiva): servono controlli più puntuali sulla regolarità di tutto il rapporto di lavoro e sul rispetto di tutte le norme. Dalle retribuzioni mensili e differite, dalle strutture tecniche ai mezzi utilizzati». Infine l'appello degli addetti esasperati: l'Azienda committente non può sottrarsi a questa situazione e dimenticare personale che quotidianamente opera a suo servizio.

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Il Gazzettino