LA STORIA Un albero per Ferruccio, per Ferox. L'iniziativa parte dal Cadore ma

LA STORIA Un albero per Ferruccio, per Ferox. L'iniziativa parte dal Cadore ma
LA STORIAUn albero per Ferruccio, per Ferox. L'iniziativa parte dal Cadore ma non pone confini, non ha limiti di partecipazione, né di genere di piantumazioni. Chi aderisce lo fa...

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LA STORIA
Un albero per Ferruccio, per Ferox. L'iniziativa parte dal Cadore ma non pone confini, non ha limiti di partecipazione, né di genere di piantumazioni. Chi aderisce lo fa in ricordo dell'amico, del compagno di escursione, dello stimato professionista della montagna o anche solo per aver saputo delle sue imprese senza averlo mai conosciuto.

DOVE E COME SI VUOLE
A lanciare la proposta è Francesco, fratello di Ferruccio Svaluto Moreolo (detto Ferox) morto lo scorso 8 aprile durante un'escursione scialpinistica sugli Spalti di Toro. «Le vicende della vita negli ultimi tempi ci hanno fatto stare molto insieme e tra le cose che abbiamo condiviso - spiega Francesco - c'era la sua ammirazione per gli alberi monumentali che trovava nelle escursioni alla ricerca di schianti da scolpire. Lo accompagnavo, in questi giri nei boschi, e ci affascinava ed emozionava pensare all'età di quelle piante, a quante cose avevano visto, a quanti eventi erano sopravvissute». È cosè che nasce «l'idea di noi familiari, che abbiamo condiviso con Roberto, nostro amico fraterno: piantare un albero che lo ricordi. Non occorre dire dove e come, quelle saranno scelte personali a cui ognuno potrà riservare un significato speciale». Roberto ha messo a dimora un larice «invito tutti quelli che hanno Ferruccio nel cuore a piantare un albero cosi da pensarlo a ogni incontro» dice Francesco.
ESPERIENZE FRATERNE
I due fratelli hanno condiviso tanto, hanno arrampicato assieme per oltre 25 anni, poi ognuno ha seguito la propria strada. A inizio 2021 però le strade si sono incrociate nuovamente, il dolore per la perdita della madre li ha uniti maggiormente, hanno passato altro tempo assieme e condiviso le passioni che li univano da sempre. A cominciare da quella per la natura e gli alberi, soprattutto quelli antichi, centenari. «Nonostante la malattia Ferruccio aveva tanta voglia di vivere e di fare, tanti progetti - assicura Francesco - con il presidente del Cai di Domegge Gianfranco Valagussa intendeva censire gli alberi secolari del territorio, spero che il suo progetto si possa realizzare». Il sogno di Ferox realizzato dagli amici del Club alpino italiano, nel quale militava fin da ragazzo: anche così si ricorda chi non c'è più.
IL LUOGO PIÙ AMATO
E c'era un bosco nel quale amava andare più che in altri ad ammirare gli alberi, a cercare tronchi schiantati da scolpire: quello che sta sotto gli Spalti di Toro, ironia della sorte, la zona nella quale ha trovato la morte. Ferruccio Svaluto Moreaolo aveva 61 anni, era l'essenza stessa dell'uomo di montagna, professionista apprezzato e stimato dal mondo che l'ha sempre visto protagonista in positivo; era solo in quell'escursione che non l'ha visto tornare. Nessun testimone a raccontare come è caduto, solo tanto dolore in quanti l'avevano conosciuto, incontrato, apprezzato, amato. Oggi, con l'iniziativa proposta da Francesco, piantando un albero in suo ricordo lo possiamo tenere ancora vicino a noi.

Giuditta Bolzonello
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Il Gazzettino