LA PROTESTA MONTEGROTTO «Noi siamo gli invisibili. Ma se chiudiamo, saranno

LA PROTESTA MONTEGROTTO «Noi siamo gli invisibili. Ma se chiudiamo, saranno
LA PROTESTAMONTEGROTTO «Noi siamo gli invisibili. Ma se chiudiamo, saranno migliaia i lavoratori senza più impiego». Il grido di allarme arriva dal settore veneto di Horeca, il...

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LA PROTESTA
MONTEGROTTO «Noi siamo gli invisibili. Ma se chiudiamo, saranno migliaia i lavoratori senza più impiego». Il grido di allarme arriva dal settore veneto di Horeca, il comparto che riunisce i grossisti dell'alimentazione e del servizio catering. Una realtà economica che dichiara di non avere avuto alcun tipo di aiuto economico dal governo per far fronte al crollo di ordinativi causato dall'emergenza pandemica. «Siamo stati esclusi da ristori di ogni tipo denuncia Rocco Zaino, titolare dell'omonima impresa di Montegrotto e presidente del gruppo che fa capo a Confcommercio Padova - questo perché le nostre aziende fatturano più di cinque milioni di euro l'anno».

Un parametro che non fotografa però la reale situazione dell'intero settore. «I nostri costi vivi stanno diventando insostenibili prosegue Zaino - basti pensare che, solamente per quanto riguarda la mia azienda, spendiamo più di mille euro di energia elettrica al giorno. Rappresentiamo un comparto che è costretto a rimanere aperto, perché comunque non possiamo interrompere le forniture alle case di riposo, agli asili e a tutte le attività che hanno continuato a lavorare».
Non solo. Più il tempo passa, più le restrizioni vengono confermate e più i conti vanno fuori controllo. «I prodotti immagazzinati vanno via via in scadenza, i camion sono costretti a viaggiare mezzi vuoti perché le consegne debbono comunque essere effettuate, sebbene gli ordini siano oramai ridotti al lumicino. Per non parlare dei dipendenti e dei collaboratori ai quali fino a ora si è cercato di risparmiare cassa integrazione e licenziamenti, e delle banche e delle assicurazioni pronte a tagliare i rating di fiducia».
«La crisi che ha investito tutto il settore del turismo ci ha poi dato il colpo di grazia interviene Galdino Peruzzo, titolare della Polo ristorazione di Teolo - Venezia, Verona, Padova e tutte le altre città d'arte deserte a causa del Covid ci hanno messo letteralmente all'angolo. Solamente la mia azienda - continua Peruzzo - ha più di cento dipendenti e 250 fra collaboratori esterni, venditori e padroncini. Abbiamo valutato che, rispetto all'anno scorso, il volume di affari ha subìto una contrazione del cinquanta per cento. E questo significa che si dovrà inevitabilmente pensare a dei ridimensionamenti. E non possiamo fare previsioni sul futuro».

Eugenio Garzotto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Gazzettino