La chiesetta ricorda l'Angelo che portava la comunione alla Beata Giovanna

La chiesetta ricorda l'Angelo che portava la comunione alla Beata Giovanna
BASSANO - In piazzetta dell'Angelo c'è la piccola omonima chiesa, donata al Comune di Bassano nel 1978. Nel 1984 la municipalità la fece restaurare dall'architetto L. Lunardon...

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BASSANO - In piazzetta dell'Angelo c'è la piccola omonima chiesa, donata al Comune di Bassano nel 1978. Nel 1984 la municipalità la fece restaurare dall'architetto L. Lunardon e dopo l'inaugurazione, avvenuta il 22 febbraio 1986, la destinò ad ospitare mostre d'arte e incontri culturali. Nonostante il suo esiguo spazio, è stata usata per ogni tipo di rassegne e di concerti; ormai da molti anni a Natale ospita una mostra di presepi.

Conosciamo da vicino questa graziosa chiesetta seicentesca. È necessario, prima di tutto, parlare di don Domenico Veggia, direttore spirituale delle suore benedettine del monastero di San Gerolamo (Sacramentine), in via Beata Giovanna, nel periodo in cui, fra di esse, v'era Giovanna Maria Bonomo (1606-1670). Don Domenico era il suo confessore. Egli aveva fatto edificare, a sue spese, il piccolo edificio sacro fra il 1653 e il 1655, dopo aver ordinato alla Beata di astenersi dal ricevere l'Eucarestia per più giorni. Le aveva comminato questa punizione, forse sobillato anche dalle altre suore che la invidiavano, perchè riteneva una finzione l'atteggiamento ascetico che lei assumeva dopo essersi comunicata. In quei momenti, la Bonomo non riconosceva nessuno, non sentiva alcun richiamo, come fosse caduta in trance e il sacerdote lo aveva reputato un comportamento offensivo della santità del sacramento ricevuto. Leggenda vuole che, dopo numerosi controlli, don Veggia si accorse che ogni volta che comunicava le suore del convento (esclusa naturalmente la Bonono) dalla pisside mancava un'ostia consacrata. Ciò lo convinse trattarsi di un miracolo dell'Angelo custode di suor Giovanna che portava a lei la comunione. Questo episodio miracoloso è raccontato da Alberto Garzadoro che pubblicò una biografia della Beata Giovanna, solo cinque anni dopo la sua morte.
La chiesetta, edificata su di un appezzamento di proprietà di Carlo Stecchini e progettata dall'architetto bassanese Bricito, fu voluta subito dal Veggia, quando Giovanna era ancora in vita, per onorare l'Angelo custode e venne benedetta il 29 ottobre 1655 dal vescovo di Vicenza.

Il tempio presenta la facciata verso la piccola piazza, costituita da quattro lesene, un fregio che sottolinea il timpano, una piccola porta centrale ed un campaniletto. L'unico suo vano è a pianta ellittica e l'altare, appoggiato alla parete ovest, è abbellito da una tela, attribuita a Giambattista Volpato, che raffigura Tobiolo e l'Angelo con la Madonna del Carmine in gloria.
Ruggero Remonato

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Il Gazzettino