L'INDAGINE BELLUNO Mistero risolto. I tecnici dell'Arpav con quelli in servizio

L'INDAGINE BELLUNO Mistero risolto. I tecnici dell'Arpav con quelli in servizio
L'INDAGINE BELLUNO Mistero risolto. I tecnici dell'Arpav con quelli in servizio al Comune sono riusciti a risalire alla cisterna da cui sarebbe uscito il gasolio finito nell'Ardo...

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L'INDAGINE
BELLUNO Mistero risolto. I tecnici dell'Arpav con quelli in servizio al Comune sono riusciti a risalire alla cisterna da cui sarebbe uscito il gasolio finito nell'Ardo la sera del primo luglio scorso. Il carburante è arrivato da una cisterna del Settimo reggimento Alpini di Belluno: i tecnici sono risaliti fino a via San Francesco e, scartata la prima ipotesi che si trattasse di un distributore lì vicino, è stato confermato che il gasolio arrivava proprio dalla caserma Salsa. Da quanto è stato ricostruito ci sarebbe stato un inconveniente avvenuto a una tubazione e la caserma aveva prontamente chiamato la ditta che segue la manutenzione per risolvere. Ma nel frattempo sarebbero andati persi circa 3mila litri di gasolio. Nei giorni scorsi c'è stato anche un sopralluogo: i tecnici dell'Arpav sono intervenuti per le verifiche del caso in caserma.

IL MONITORAGGIO
Fortunatamente, secondo quanto è stato ricostruito, non ci sarebbero state conseguenze per pesci e l'ecosistema fluviale dell'Ardo. «C'è un continuo monitoraggio -spiegano da Arpav Belluno -. È stato subito verificato quella sera che non vi fossero state morie di pesci e questo lo continuiamo a verificare. Poi sono state posizionate le barriere di materiale olio assorbente: ci si accerta che siano efficaci e eventualmente vengono cambiate». Di continuo monitoraggio.
GLI ACCERTAMENTI
Le indagini di Arpav procedono per potenziale contaminazione, ma in realtà il pronto intervento avrebbe evitato conseguenze. «Quando si verifica un'evidenza come quella accaduta nell'Ardo - proseguono da Arpav - si deve risalire a capire la responsabilità dell'accaduto, ma inizialmente si fanno prima tutte le messe in sicurezza del sito e in questo caso è il Comune interessato che provvede, col nostro suppo\rto, alla prima messa in sicurezza inviando una ditta specializzata a intervenire». «Nell'indagine che c'è stata - prosegue Arpav - si è andati ad aprire i pozzetti, anche con intervento del Bim e vigili urbani e si è cercato di capire dove sia l'origine della perdita. E da questa indagine è emerso che effettivamente si è trattato di un inconveniente accaduto alla caserma Salsa e quindi praticamente si procede come previsto dalla normativa. Si fanno le comunicazioni del caso previste dal testo unico ambientale e poi la procedura dettata dalla normativa procede con passaggio dell'attività di messa in sicurezza iniziale in capo al Comune a chi di competenza».

Olivia Bonetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Gazzettino