JESOLO «Pur avendo respinto il ricorso presentato dal Comune, i giudici

JESOLO «Pur avendo respinto il ricorso presentato dal Comune, i giudici
JESOLO«Pur avendo respinto il ricorso presentato dal Comune, i giudici hanno fatto chiarezza tra le norme, il che tornerà utile per le istruttorie future e rivedere quelle...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
JESOLO
«Pur avendo respinto il ricorso presentato dal Comune, i giudici hanno fatto chiarezza tra le norme, il che tornerà utile per le istruttorie future e rivedere quelle attualmente sospese». Parole del sindaco Valerio Zoggia che interviene sulla questione altezze commentando la sentenza del Consiglio di Stato.

Si tratta della questione legata alla palazzina di sette piani realizzata a lato dell'hotel Casa Bianca al mare. A contestare l'intervento è stata la società Land srl, proprietaria di una struttura ricettiva. Ma con la nuova sentenza in molti ora temono un effetto domino, anche perché gli interventi simili avviati in città non mancano e i ricorsi sono stati già avviati. L'Amministrazione sottolinea però che il Consiglio di Stato ha stabilito che non sono stati commessi errori nelle procedure di autorizzazione edilizia e che il fabbricato rispetta di fatto le altezze di sviluppo massimo imposte dal Piano Regolatore Generale. «E' superficiale e fuorviante - dice il sindaco Valerio Zoggia - ritenere sconfitta l'amministrazione comunale: la sentenza contiene diversi aspetti positivi per guidare lo sviluppo urbanistico del territorio».
LE ALTEZZE
Viene inoltre evidenziato che nelle procedure autorizzatorie, non ha trovato applicazione il Piano Casa, e il relativo riferimento per l'edificazione di costruzioni presenti nel raggio di 200 metri, oggetto di contestazione. Né vengono considerate le disposizioni che definiscono come altezza massima quella del 40% dell'edificio esistente, oggetto di intervento. Come riferimento vanno presi gli edifici pre-esistenti e circostanti quello cui ci si riferisce.
Al Comune era stata contestata una delibera di consiglio del 2015, utilizzata dagli uffici per determinare l'altezza massima di sviluppo di edifici, prendendo a riferimento costruzioni esistenti in un raggio di 200 metri.
La questione è destinata a diventare l'ennesimo caso politico. «Siamo di fronte ad una sentenza che boccia le scelte del Comune dice Alberto Carli, capogruppo della Lega - e che mette in discussione lo sviluppo urbanistico. Siamo molto preoccupati. Va chiarito quanto prima cosa succederà ai permessi a costruire rilasciati con gli stessi presupposti».
Critici anche Christofer De Zotti e Lucas Pavanetto di Jesolo Bene Comune: «Abbiamo letto la sentenza dicono - e se da un lato non entra nel merito della deroga al 40% alle altezza, dall'altro è stata comunque definitivamente messa in un angolo l'interpretazione estensiva del circondario degli edifici. Proprio a garanzia di chi investe, sarà necessario tenere una linea che eviti ulteriori contenziosi».

Interviene anche Salvatore Esposito di Rifondazione comunista: «Questa sentenza è l'ennesima mazzata per l'amministrazione comunale attacca - che ancora non vuol rendersi conto del fatto che questo tipo di sviluppo non solo non fa il bene della città ma, addirittura, va contro i dettami di legge. Ora la sentenza del massimo giudice amministrativo ha chiarito in modo definitivo la questione. Da anni contestiamo questa linea, cosa succederà con gli altri ricorsi già presentati? E soprattutto chi pagherà le spese legali sostenute dal Comune?».
Giuseppe Babbo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino