In tasca la chiave del tabernacolo Sei mesi di arresto

In tasca la chiave del tabernacolo Sei mesi di arresto
PINZANOTornò da Udine in corriera senza pagare il biglietto. Arrivati al capolinea di Spilimbergo l'autista chiamò la Polizia locale. Era il 12 maggio 2014. Moreno Piccin, 52...

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PINZANO
Tornò da Udine in corriera senza pagare il biglietto. Arrivati al capolinea di Spilimbergo l'autista chiamò la Polizia locale. Era il 12 maggio 2014. Moreno Piccin, 52 anni, di Pinzano, aveva in tasca un foglio di via che gli era stato appena notificato dalla Questura di Udine in seguito a un intervento della Squadra Volante. Aveva anche un coltello a serramanico con lama ricurva e un paio di chiavi alterate che sono stati fonte di nuovi guai giudiziari. Gli agenti, che lo hanno controllato e hanno verificato il suo casellario, gli hanno chiesto spiegazioni. Quegli oggetti, infatti, potevano essere utilizzati per aprire o comunque forzare serrature. Sulle chiavi c'erano poche giustificazioni da dare, ma sul coltello Piccin una spiegazione l'ha fornita. «Disse che era un artista di strada e che usava il coltello per fare la punta ai colori ad olio», ha spiegato ieri Andrea Sanvidotto, uno due agenti di Polizia locale che lo aveva controllato.

In seguito alla sua deposizione, il giudice onorario Andrea Scorsolini (vpo Ilaria Rizzi) ha condannato Piccin a sei mesi di arresto per il possesso ingiustificato di chiavi alterate; lo ha invece assolto perchè il fatto non sussiste per il possesso del coltello. Una delle due chiavi - come è emerso al processo - era particolare: apparteneva a un tabernacolo. Piccin era difeso dall'avvocato Claudia Boscarato, che aveva chiesto l'assoluzione sottolineando che al processo non sono emerse chiaramente le ragioni del possesso delle chiavi .
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Il Gazzettino