IN ABBREVIATO PADOVA I guai sembrano non avere mai fine per l'ex campionessa

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PADOVA I guai sembrano non avere mai fine per l'ex campionessa di eptathlon Ifeoma Ozoeze. Ieri, in rito abbreviato, è stata condannata davanti al Gup a due anni di carcere per una raffica di furti commessi tra l'aprile del 2011 e il novembre del 2012. Il pubblico ministero Sergio Dini aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. La 47enne, nata a Bressanone e residente in vicolo Bovetta, in quasi venti mesi ha rubato numerosi telefoni cellulari a negozianti. Ma soprattutto il 18 novembre del 2011, si è introdotta negli uffici del comando della polizia municipale ed è riuscita ad arraffare la radio portatile di un commissario, che la teneva appoggiata sulla sua scrivania. Ma non solo perchè un mese più tardi, sempre del 2011, è riuscita a rubare timbri della Provincia e della polizia locale. Ma Ifeoma non si è limitata solo a questo. Il 31 gennaio del 2011 ha sradicato una telecamera a circuito chiuso installata all'interno dello sportello bancomat dell'agenzia Unicredit di via San Fermo. Poi nel novembre del 2012 si è introdotta nel dipartimento di Studi linguistici e letterari dell'Università, riuscendo a rubare un monitor per computer, una tastiera, una borsa con alcuni attrezzi da lavoro, un telefono cellulare e un computer portatile. Non contenta anche un timbro automatico sempre dello stesso Dipartimento. Quindi, fermata dai carabinieri per un controllo, ha fornito false generalità, si era messa al volante di un'auto rubata e si era impossessata di una patente di guida. Attualmente l'ex atleta è sottoposta a un regime di sorveglianza e dalle 21 alle sette non può uscire dalla sua abitazione. Ifeoma Ozoeze è stata anche riconosciuta come responsabile, dai carabinieri della stazione di Prato della Valle, del furto del defibrillatore installato in pieno centro storico sotto il municipio e davanti al bar Antille. I militari lo hanno recuperato all'interno della sua abitazione di vicolo della Bovetta.
M.A.

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