IL SERVIZIO UDINE (cdm) Proseguirà anche a febbraio l'accordo con i medici

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IL SERVIZIO

UDINE (cdm) Proseguirà anche a febbraio l'accordo con i medici di famiglia peri tamponi rapidi. Ad annunciare una seconda proroga sul filo di lana, dopo quella arrivata per gennaio, è Khalid Kussini, segretario della Fimmg nonché medico di base impegnato in prima persona nel punto tamponi con formula drive in di Latisana. «Ho appena ricevuto una mail del direttore generale di AsuFc Braganti, in cui si dice che stante l'attuale situazione emergenziale e la difficoltà nel subentro da parte loro, considerando la disponibilità di noi mmg, prorogano l'attività a Latisana per febbraio. Mi auguro che sia sottinteso che va bene per tutta l'Azienda. Non ci devono essere fratelli e fratellastri». Come si ricorderà, dopo l'accordo nazionale del 28 ottobre con il ministro Speranza, l'intesa era stata declinata a livello locale il 18 novembre, quando era stato firmato dalla Fimmg (ma non da Snami e Smi) il patto con la Regione per i tamponi che prevedeva (fino al 31 dicembre) una tariffa di 18 euro per l'attività svolta negli ambulatori e di 12 per quella fatta fuori. «Sinora non abbiamo percepito niente. Ma siamo chiamati a raccolta come soldati per andare in guerra. Una volta finita la guerra, alzeremo le mani». In commissione, lunedì, l'assessore Riccardo Riccardi rispondendo alle domande sul coinvolgimento dei medici di base anche per i vaccini oltre che per i tamponi, ha detto che la partita dei medici di famiglia «riguarda contratti che non sono nelle disponibilità delle Regioni. Penso però che questo Paese dovrebbe avere il coraggio di rivedere il rapporto fra sanità pubblica e medicina generale». E proprio «un atto di coraggio rispetto allo scenario nazionale» Kussini aveva chiesto allo stesso Riccardi: «Riccardi deve pensare a quello che ha qui, se vede risultati positivi. Per i vaccini di Moderna noi ci siamo già candidati». L'assessore, poi, sull'ipotesi di accordo con le farmacie per i vaccini ha parlato di «un lavoro di tessitura non banale rispetto alle diverse posizioni e alle competenze professionali per poter fare queste manovre. Serve un medico che certifichi l'esito. Stiamo cercando di comporre soluzioni che non ci facciano finire a carte bollate». Di sicuro la Fimmg non vede di buon occhio il coinvolgimento delle farmacie. «Il farmacista deve fare il farmacista e il medico il medico. Noi restiamo contrari».

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Il Gazzettino