Il libro al tempo del web

LA RASSEGNA
Prossimo a compiere vent'anni, nel 2019, Pordenonelegge si conferma una delle principali rassegne dedicate ai libri e agli scrittori in Italia, forte di un programma composto da centinaia di incontri ed eventi, del quale saranno protagonisti oltre seicento ospiti dal 19 al 23 settembre in quaranta spazi del centro di Pordenone.
UN FESTIVAL, TANTI FESTIVAL
Grazie al coinvolgimento delle case editrici e dei numerosi sponsor, fedele al simbolo scelto quest'anno (la ciliegia, perché un libro tira l'altro è stato spiegato) all'interno del nutrito programma - presentato ieri in conferenza stampa dai curatori Gian Mario Villalta, Alberto Garlini, Valentina Gasparet e dal presidente della fondazione Pordenonelegge Giovanni Pavan - sono stati disegnati differenti percorsi di appuntamenti e libri per venire incontro alle esigenze dei lettori, diversi per età o gusti. Dal sito web del festival, ci sarà la possibilità di abbandonare le strade sicure della Letteratura per virare sulla Poesia, Scienza, Filosofia e Storia; compiere un Viaggio in Italia, orientarsi tra gli appuntamenti suggeriti per le scuole e i ragazzi; tirare il fiato con gli spettacoli di Parole in Scena, approfondire la conoscenza della lingua italiana nell'Arcipelago Treccani, soffermarsi a riflettere sulla bellezza dell'Arte e architettura; compiere Esercizi... di lettura, senza dimenticare di conoscere l'Economia o compiere una riflessione sugli autori che parlano del Nostro tempo.
SESSANTA ANTEPRIME
Tra le presentazioni editoriali di nuove pubblicazioni per il pubblico italiano, ecco il romanziere inglese John Banville che con il suo Isabel (Guanda) si cimenta nel seguito del celebre romanzo di Henry James Ritratto di signora: uscirà solo domani e sarà presentato a Pordenonelegge sabato 22 settembre, nel dialogo dell'autore con il critico e anglista Masolino D'Amico. In esclusiva arriverà Arturo Perez Reverte con L'ultima carta è la morte (Rizzoli Libri), e in anteprima ci saranno Jeffery Deaver e Ala Al-Aswani. E poi David Litt, che racconta i suoi otto anni alla Casa Bianca come ghost writer dell'allora presidente Obama, e mons. Paul Hinder, avamposto cattolico in terra d'Arabia. Al festival ancora le anteprime di Sunjeev Sahota, Abir Mukherjee, Juan Francisco Ferrandiz, Andrés Barba, Javier Sierra, Pierre Lemaitre, Miljenko Jergovic, Predrag Finci, Margaret George, Elizabeth McKenzie e Bernie Mcgill. E quelle di Antonio Scurati, Marco Malvaldi, Valerio Massimo Manfredi, Aldo Cazzullo, Andrea Vitali, Carlo Bonini, Gianni Barbacetto, Michela Murgia, Carlo Lucarelli, Lilli Gruber, Tiziano Scarpa, Oscar Farinetti, Benedetta Parodi, Filippo La Mantia e Chiara Maci. Nella serata di apertura (dopo l'inaugurazione dedicata al poeta Pierluigi Cappello morto un anno fa a 50 anni) sarà presente il vincitore della 56^ edizione del Premio Campiello, in dialogo con Carlo Nordio e Matteo Zoppas moderati da Villalta.
INVITO A LEGGERE
«Il mio timore è che anche ai festival il pubblico accorra a partecipare agli incontri per vedere e ascoltare l'ospite illustre e conosciuto - osserva Villalta, che è pure poeta, scrittore e insegnante - senza però leggerne i libri. Spero che invece in questi tempi confusi e frenetici, dove tutti pensano di sapere tutto e non sentono il bisogno di avere maestri o voci che spieghino loro la profondità di molti argomenti, si scelga di prendersi del tempo per leggere, lontani dai social network, internet e televisione: c'è un tempo che viene creato dal gesto della mente e del corpo che ferma le parole sulla carta. E chi legge ritrova quel tempo intatto, ma deve riportarlo al proprio adesso con un gesto di immedesimazione e di confronto. C'è un tempo delle ciliegie e un tempo dei libri e non è detto che sia vietato pensare a una stagione nuova: se ci sarà, verrà da quelli che leggono».
Lorenzo Marchiori
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