IL BILANCIO PADOVA Il virus del Nilo trasmesso dalle zanzare continua a colpire.

IL BILANCIO
PADOVA Il virus del Nilo trasmesso dalle zanzare continua a colpire. Le ultime vittime sono un uomo di 89 anni e una donna di 82. Erano ricoverati all'ospedale Sant'Antonio e si sommano ai due precedenti decessi di due uomini di 90 e 91 anni. In totale i casi confermati dall'Ulss 6 sono 69, i casi sospetti ammontano a 23. Sono stati rilevati dall'Ulss anche 18 casi di infezioni asintomatiche, in donatori di sangue o non classificati. Per quanto riguarda i decessi si tratta di persone già debilitate da altre malattie che la west nile ha contribuito ad aggravare fino alle estreme conseguenze.
La provincia di Padova risulta quella dove la malattia ha avuto maggiore diffusione in Veneto seguita da Verona con 35 casi accertati. L'infezione viene trasmessa dalla zanzara che prima di pungere l'uomo ha punto degli uccelli: il virus stato rilevato in oltre 70 specie, ma non si trasmette da uomo a uomo se non per via trasfusionale. La maggioranza delle persone, circa l'80%, non avverte di essere stata infettata mentre per chi li avverte, i sintomi sono simili a quelli di una lieve influenza. Remota la possibilità, pari a meno dell'1%, di sviluppare una malattia come meningite o encefalite, rischio che aumenta con l'innalzarsi dell'età del contagiato.
LA PREVENZIONE
A fronte di questa situazione sono state messe in atto azioni di prevenzione e di disinfestazione di emergenza entro le 24 ore dal manifestarsi di un caso. «Le disinfestazioni straordinarie che sono state effettuate dopo ogni caso che l'Ulss ci ha comunicato sono state bloccate dalla Regione - ha spiegato l'assessore Chiara Gallani -. Si doveva intervenire, come abbiamo fatto, entro le 24 ore ma si tratta di misure superate dai nuovi interventi decisi dalla Regione che confermano quelli che avevamo deciso e stiamo attuando come Comune».
L'infezione da febbre del Nilo ha un periodo di incubazione che va dai 2 ai 14 giorni e può arrivare a 21 nelle persone immunodepresse. Gli interventi di disinfestazione straordinaria eseguiti entro i 200 e 500 metri dalla residenza del contagiato, come ha osservato l'assessore, possono quindi anche risultare intempestivi. L'ultimo intervento straordinario era stato effettuato nella notte tra il 28 e 29 agosto scorsi in zona Crocefisso dove si era presentato un caso.
«Risultano più efficaci i trattamenti effettuati regolarmente con più passaggi su tutte le aree sensibili che noi abbiamo già raddoppiato rispetto a quelli previsti - ha continuato Gallani -. Si interviene sulle aree verdi, nei cimiteri, corsi e acqua stagnante con un'attività più capillare e con tutta la prevenzione possibile come prevede anche il protocollo regionale. Abbiamo distribuito ai cittadini, e continuiamo a farlo, le pastiglie per disinfettare i tombini o altri raccoglitori dell'acqua».
Tra le aree più sensibili da proteggere non potevano mancare le scuole. «Gli interventi sulle scuole sono stati una parte molto impegnativa dell'azione dell'amministrazione in tema di prevenzione del contagio da west nile - ha sottolineato l'assessore -.La disinfestazione doveva avvenire entro due o tre giorni dall'avvio dell'anno scolastico ed erano necessarie quindi una serie di azioni messe in atto in contemporanea su tutte le scuole del territorio comunale con un grande impegno di tutti».
Luisa Morbiato
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