Homo Faber in vetrina

L'EVENTO
Un omaggio alla creatività dell'uomo. Alle sue capacità di realizzare oggetti unici, preziosi, sofisticati con l'uso delle proprie mani e con la propria esperienza. In sostanza, un grande, efficace affresco della forza dell'inventiva, dell'idea diventata concretezza e, quindi, bellezza. Benvenuti a Homo Faber. Un grande contenitore evento che da venerdì 14 al 30 settembre (ingresso gratuito) a San Giorgio, negli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Cini, racconterà il percorso dell'uomo nell'artigianato e nel design, dal vetro alla ceramica, dai profumi al legno, dalle perle ai tessuti, dal modello in scala alla sua realizzazione fino al lavoro certosino del restauratore che applica le proprie conoscenze all'antica tela come quella del ritratto di Marcello Durazzo di Van Dyck conservato alla Ca' d'Oro che qui verrà mostrato dopo un intervento di pulizia. Un'esposizione evento con oggetti, quadri, vasi, vetro, ceramica, metallo, ma ci sarà spazio anche per chi in bottega riesce a costruire pure un elicottero come quelli del tarvisiano Sergio Bortoluz o le Autofficine Bonini che rimettono a nuovo gloriose autovetture come Ferrari e Jaguar.
SEDICI SPAZI ESPOSITIVI
Un progetto distribuito su tutta l'isola di San Giorgio, che sarà quindi accessibile in ogni suo fronte ed edificio, che accoglie ben 16 spazi espositivi allestiti da un team di 12 curatori tra i quali Michele De Lucchi, Stefano Boeri e Jean Blancheart, che hanno lavorato negli edifici dell'antico monastero dei Benedettini guidati - manco a dirlo - dal famoso motto Ora et labora. Un percorso storico-letterario e artistico offerto dalla Fondazione Cini che si arricchisce con la cultura del fare artigiano lungo 160 mila metri quadrati dove 105 young ambassadors ovvero guide accompagneranno il visitatore nella mostra, ma illustreranno i lavori aiutandosi con la presenza in loco di piccoli laboratori artigianali come fossero vere e proprie botteghe. L'appuntamento, alla sua prima edizione, è stato reso possibile grazie alla Michelangelo Foundation, un ente svizzero senza fine di lucro e da un pool di altri organismi (Fondazione Cologni dei Mestieri d'arte, Foundation Bettencourt Schoeller, Triennale Design Museum). Centrale nell'organizzazione non solo il ruolo della Fondazione Cini, ma in particolare quella di Civita Tre Venezie, società da anni impegnata nella valorizzazione culturale.
UN'ISOLA DA AMMIRARE
«Per la prima volta in settant'anni - sottolinea Renata Codello, direttrice degli affari istituzionali della Cini - l'intera isola sarà a disposizione del visitatore. Quello che intendiamo raccontare con questa mostra non è solo la cultura dell'artigianato, ma la sua vitalità in Italia e nel resto d'Europa. Abbiamo coinvolto 1300 operatori per un vero e proprio viaggio nel lavoro dell'uomo. Di questi tempi occorre dare messaggi positivi, e questo soprattutto ai giovani, che intendono percorrere la strada dell'artigianato». Un'operazione che intende essere anche segnale di innovazione e di tutela della tradizione. «Le strade che si possono percorrere - ha continuato Codello - sono proprio queste: valorizzare il lavoro della mano dell'uomo». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Emanuela Bassetti, che insieme al compianto Cesare De Michelis, pensarono per la prima volta a questo progetto nel 2016.
IL TALENTO DELL'UOMO
«Qui c'è il talento dell'uomo che si mette in mostra - dice la co-curatrice dell'evento - e che, nel corso del tempo, ha raggiunto risultati notevolissimi. C'è senz'altro in questa esposizione così ampia e varia una ricerca del lusso, perchè ciò che si è voluto mostrare non sta solo nella ricchezza degli oggetti esposti, ma anche e soprattutto nella loro manifattura. Mani preziose che, in maniera certosina, hanno lavorato e tutt'ora operano per realizzare beni frutto di studio e di intelligenza». Gli organizzatori ci tengono a sottolineare che la mostra non intende valorizzare i marchi di fabbrica, anche se questi sono visibili nei singoli stand di rappresentanza, ma solo ed esclusivamente il lavoro delle persone impiegate a raccontare i loro saperi.
UN MONDO AL LAVORO
E in questo senso lo sforzo per spiegare le nuove (antiche) frontiere dell'artigianato sta tutto nei numeri che ha visto all'opera 25 project manager sotto la supervisione di Stefano Karadjanov e i progetti di Alessandro Pedron per un allestimento compiuto nell'arco di due mesi coinvolgendo 1400 persone tra tecnici, designer, allestitori e personale di sala e di servizio che, oltre agli stand e agli spazi utilizzati (utilizzata anche l'ex piscina), hanno permesso anche la realizzazione di un bookshop, con oltre 500 titoli in vendita, e una caffetteria. Uno spuntino durante la passeggiata tra i 16 progetti distribuiti nel verde dell'isola di San Giorgio non può proprio mancare.
Paolo Navarro Dina
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