FdI: a settembre la nostra proposta di legge sulla casa

FdI: a settembre la nostra proposta di legge sulla casa
LA POLEMICAUDINE Non una gara «a chi la spara più grossa» tra Lega e Fdi, come ha bollato l'iniziativa il consigliere del Pd Diego Moretti, ma la sistematizzazione di...

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LA POLEMICA
UDINE Non una gara «a chi la spara più grossa» tra Lega e Fdi, come ha bollato l'iniziativa il consigliere del Pd Diego Moretti, ma la sistematizzazione di «proposte storiche» di Fratelli d'Italia, pronti ora a ripresentarle con una proposta di legge che sarà depositata a settembre in Consiglio regionale, come hanno annunciato ieri i consiglieri Claudio Giacomelli e Alessandro Basso.

Il tema è quello dell'accesso alle Ater e l'obiettivo prioritario è limitare la quota destinata agli stranieri. Piatto forte del menù Fdi, l'attestazione del Consolato del Paese di provenienza che il richiedente l'alloggio non ha lì beni immobili di proprietà (eliminando così l'attuale autocertificazione) e allungamento del tempo di residenza in Fvg, dagli attuali 2 ai 5 anni, hanno illustrato ieri i due consiglieri di Fdi. Proprio le medesime intenzioni espresse, con qualche ora d'anticipo, dal presidente della Regione, il leghista Massimiliano Fedriga, tanto da far considerare all'opposizione Dem che «sugli alloggi popolari c'è una prova muscolare di Fdi con la Lega».
Una punzecchiata per nulla raccolta dagli esponenti regionali del partito di Giorgia Meloni, poiché «i contenuti della nuova proposta di legge sono quelli che erano presenti in due proposte depositate nella scorsa legislatura dall'allora consigliere regionale e oggi capogruppo al Senato Luca Ciriani evidenzia Giacomelli , aggiornati nella parte riguardante il tempo di residenza grazie alle possibilità aperte dalla sentenza della Corte costituzionale 106 del maggio 2018». Quanto poi alla coincidenza dell'annuncio della proposta di legge e delle dichiarazioni del presidente Fedriga, il consigliere di Fdi non mostra sorpresa: «La questione è urgente sostiene -. Se la Giunta è pronta ad agire noi lo siamo altrettanto e con le nostre proposte storiche».
In pratica, ipotizzando che l'Esecutivo possa e voglia agire sulle Ater in una forma ancora più ampia e organica rispetto alle indicazioni puntuali pensate da Fdi, Giacomelli e Basso sono pronti a mettere a disposizione il documento legislativo e a condividere poi gli ulteriori sviluppi. Nello specifico, la proposta di legge prevede la certificazione del Consolato che il richiedente non abbia beni immobili di proprietà nel Paese d'origine e nel caso questo sia in guerra è previsto «l'istituto dell'impossibilità»; l'introduzione nel Regolamento attuativo della norma di una serie di quote sociali cui destinare le case popolari, per esempio una certa percentuale agli anziani, un'altra percentuale alle nuove famiglie, ai padri separati, solo per fare degli esempi. Inoltre, «le quote devono prevedere anche una ripartizione tra immigrati e italiani, a seconda della percentuale di presenza sul territorio comunale di riferimento spiega il capogruppo di Fdi in Consiglio, Giacomelli -, percentuale che per gli immigrati risulta tra il 4 e l'8 per cento». Non da ultimo, la proposta legislativa pone il paletto dei 5 anni di residenza degli stranieri per la richiesta di una casa Ater.
«Le aperture giudiziarie per porre questo limite ci sono - ha sostenuto Giacomelli, anche di fronte all'attacco del Dem Moretti che ha richiamato le bocciature attuate dalla Consulta su norme di altre regioni che hanno già provato a percorrere tale via -. Prendo invece atto della non volontà politica del Pd di agire in questa direzione».

Nello specifico, puntualizza Giacomelli, la sentenza 106 del maggio 2018 «boccia il limite di 10 anni posto dalla Liguria, ma non la possibilità di porre dei paletti, purché il limite sia ragionevole. Tale indicazione, connessa con la Direttiva Ue recepita dall'Italia che prevede l'istituto del soggiornante di lungo periodo per i cittadini extra Ue cui sono riconosciuti diritti se tale soggiorno dura almeno da 5 anni, pone il limite del quinquennio come capace di reggere al vaglio della Corte Costituzionale. La possibilità l'abbiamo segnalata a Fedriga a maggio, nel corso del dibattito programmatico in Consiglio», conclude Giacomelli.
Antonella Lanfrit
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Il Gazzettino