«Detenuti psichici curati e assistiti a tempo pieno»»

LA REPLICA
BELLUNO È continuata anche ieri l'astensione dalla mensa di servizio obbligatoria degli agenti di polizia penitenziaria a Baldenich. La protesta (non uno sciopero della fame, perché gli agenti si portano il cibo da casa ndr) è iniziata lunedì 10 settembre e andrà avanti a oltranza. Nel mirino l'Articolazione per la tutela della salute mentale del penitenziario (Asm) nella quale, come detto dalle guardie penitenziarie sarebbero lasciati soli. Gli agenti e un medico di guardia di giorno si trovano a dover far fronte a 6 pazienti psichiatrici. Una situazione insostenibile che ha portato a diversi episodi di aggressione da parte dei detenuti. «Hanno bisogno di essere curati, non degli agenti di polizia penitenziaria», aveva detto Giovanni Vona del Sappe, puntando il dito contro l'azienda sanitaria. Con una nota l'Usl Dolomiti ieri ha risposto, illustrando il servizio che viene garantito ai detenuti.
PRESIDIO MEDICO
«L'assistenza sanitaria specialistica che viene erogata settimanalmente ai 6 detenuti accolti nella Sezione per pazienti psichiatrici è di almeno 7 ore di presenza dello psichiatra e 4 ore di psicologo - spiega la direzione generale dell'Usl -. Per 5 ore al giorno è garantita inoltre la presenza in Sezione dell'infermiere esperto nella gestione dei pazienti psichiatrici. Oltre a quest'assistenza dedicata, ogni giorno, in caso di necessità, sono a disposizione di tali pazienti detenuti 1 medico incaricato dell'assistenza di tutti i detenuti presenti nella Casa Circondariale di Belluno dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e il medico di guardia dalle ore 14,00 alle ore 05,00 del giorno successivo. In questi 2 anni di gestione della Sezione per malati psichiatrici i medici di guardia hanno acquisito una professionalità specialistica di elevato livello nella presa in carico di tali pazienti anche grazie alla continua condivisione delle informazioni con psichiatra e psicologo. Ad ogni modo è stata istituita una procedura operativa dedicata per la gestione delle urgenze psichiatriche che prevede la reperibilità del medico psichiatra in caso di necessità».
IL TRASFERIMENTO
Sembra essersi arenata la procedura per il trasferimento della sezione malati psichiatrici al carcere di Padova. Il Sappe aveva detto: «Non si trova la quadra, è solo una questione di costi». «Non è una questione di costi - risponde l'Usl nella nota - ma di una corretta gestione delle risorse: l'assistenza sanitaria erogata ai pazienti detenuti psichiatrici nella Casa Circondariale di Belluno, peraltro concordata tra Azienda Usl 1 Dolomiti, Regione Veneto ed Amministrazione Penitenziaria, è adeguata al numero dei pazienti reclusi in tale Sezione». «Per quanto riguarda il trasferimento della Sezione in altro Carcere del Veneto - conclude -, già da tempo programmata e non ancora attuata, si ricorda che è stato fatto presente negli incontri con l'Amministrazione penitenziaria l'inadeguatezza della struttura e, naturalmente, si auspica che quanto concordato con l'Amministrazione trovi al più presto attuazione per una migliore collocazione dei pazienti detenuti».

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