De Carlo, una chef di talento e atmosfere veneziane

IL VOLUME
Andrea De Carlo, artista poliedrico, molto popolare sul fronte letterario, si è cimentato in diverse attività creative: è stato aiuto regista di Fellini, musicista, pittore. Ha esplorato il mondo e poi raccolto le sue storie. D'altra parte il padre era un noto architetto, Giancarlo De Carlo. Un figlio d'arte insomma, giunto al suo ventesimo romanzo, Una di Luna (La nave di Teseo, pag. 270, euro 18,00) da domani in libreria. La storia è ambientata a Venezia e a Venezia è stato festeggiato da Elisabetta Sgarbi, un altro personaggio che non si limita ai codici abitudinari di un mestiere, dotata di un'inventiva editoriale serpeggiata da una vena di raffinato glamour. Così è che se De Carlo e Sgarbi lavorano insieme ne esce qualcosa di originale. Come per esempio il fatto di editare un libro la cui cover sia un dipinto dell'autore stesso. Così è per Una di Luna. Ma non solo. L'editrice milanese per questa nuova comunione (dopo la trascorsa collaborazione in Bompiani), ha creato un evento su misura.
A MURANO
Complice la storica vetreria d'arte Seguso di Murano, lo scrittore è stato accolto per un pomeriggio e una serata in suo onore. Insomma una sorta di sinergia tra diversi tipi di artigianato, non così distanti simbolicamente, in fondo fare letteratura è simile alla costruzione di un cristallo perfetto. Nelle seducenti fucine si è svolta la presentazione, in mezzo a oggetti non a caso esposti anche nei principali musei mondiali, dal Moma al Metropolitan. Il romanzo appunto è ambientato a Venezia, tra la sua storia, le sue acque e la sua Luna, quella che ama la protagonista, Margherita, una talentuosa chef con diversi problemi emotivi in atto. Innanzitutto con il padre. E naturalmente con il suo uomo, stereotipo perfetto di tanta pigrizia e comodità maschile.
PSICOLOGIA E PASSIONE
De Carlo è un abile psicologo, evoca con ingegno le diverse potenzialità emotive tra uomo e donna, spesso accettate passivamente. Ma Margherita no. Arriva a un punto della sua vita in cui si compie una sorta di magia, la possibilità di un cambiamento. Un po' come i meravigliosi cristalli che hanno fatto da set alla presentazione, perfetti nelle loro mensole, ma solo dopo un'adeguata trasformazione. Una scenografia artistica che ha siglato un ritorno: «Quello di lavorare nuovamente con Andrea ha detto Elisabetta Sgarbi un ritorno agognato, come sempre accade con chi si è stati bene».
ATTACCO AI MEDIA
Non ne esce bene invece l'appiattimento culturale provocato dai mass media, uno dei temi del romanzo e che l'autore descrive con una brillante satira sui reality show: «Frutto di un'esperienza trascorsa piuttosto traumatica ha detto vissuta proprio insieme a Elisabetta quando fummo invitati a Domenica In». Certo si sa, la tv svuota ogni contenuto sensato, in più De Carlo, nell'ideazione dei personaggi, mette in campo altre questioni attuali come il narcisismo o l'anaffettività. Lo dimostrano i protagonisti della storia, del tutto simili all'intensità dei cristalli, bellissimi ma fragili, trasparenti ma complessi. Insomma un gala letterario realizzato in un ambiente inconsueto, ma con più di un codice comune attivo: «Scrivere romanzi è un'opera di artigianato e come gli artigiani dobbiamo dare una sagoma perfetta alle parole», osserva l'autore. E ogni parola ha la sua prensilità alla vita. Soprattutto, com'è scritto in Una di Luna, è necessario rimanere traboccanti di richieste e di offerte.
Mary Barbara Tolusso
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