Avoledo si dà al noir

Avoledo si dà al noir
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IL ROMANZO
Per il suo esordio nel genere del noir, Tullio Avoledo non conosce mezze misure e per Marsilio confeziona con Nero come la notte (collana Farfalle, 19.90 euro) un avvincente romanzo, che sin dalle prime pagine colpiscono la curiosità e lo stomaco. È appena uscita in libreria una storia cupa di 500 godibilissime pagine che si leggono con avidità, nei quali gli elementi classici - a partire da un protagonista votato all'autodistruzione - si mescolano alle cifre narrative dello scrittore pordenonese, come un presente lievemente alternativo a quello reale tra complotti, segreti e verità da mettere a fuoco.

IL PROTAGONISTA
È Sergio Stokar, valido poliziotto caduto in disgrazia per via del proprio carattere per nulla conciliante, abbinato a un'innata vocazione a non rispettare regole e leggi e non certo aiutato in questo dalle sue idee politiche da destra estrema. Avoledo fa indossare la divisa delle forze dell'ordine a un feroce naziskin, che detesta ogni immigrato e si ispira ai volontari francesi che nella Seconda Guerra Mondiale fecero parte delle SS naziste (divisione Charlemagne) fino alla disperata difesa di Berlino assediata. Ma i bei tempi della divisa e della casa condivisa con una raffinata e bella moglie, sono alle spalle. Espulso dalla polizia, mandata in rovina la vita personale, avendo dato fastidio a qualche potente si ritrova - ironia del destino e dell'autore - scaricato in fin di vita alle porte di un complesso residenziale abbandonato, dove si è insediata, autogestendosi, una comunità di immigrati irregolari. E così saranno africani, mediorientali, pakistani a prendersi cura di lui sorvolando sulle sue idee e passato, per farne lo sceriffo della bizzarra popolazione delle Zattere, come sono chiamate gli edifici occupati.
L'AMBIENTAZIONE
All'estrema periferia di una città del Nordest un tempo ricca e ora alle prese con la crisi economica che si è affidata alla politica basata sul pugno di ferro (con Pordenone presa a modello), Sergio Stokar prova a ricostruirsi un'identità afflitto da un blocco di memoria che gli impedisce di ricordare i motivi per cui è stato drogato e malmenato fino a rischiare la vita, prendendo ordini e cercando risposte dagli ultimi della micro società delle Zattere che un tempo tanto disprezzava.
DUE CASI IN UNO

Una serie di omicidi di ragazze della comunità di stranieri irregolari costringe l'ex poliziotto a uscire dalla sua ideale isola di cemento nella quale è naufragato e a tornare in città, tra luoghi e persone (l'ex moglie, un amico giornalista, ricchi potenti e altrettanto potenti criminali che si sono costruiti una nuova immagine di facciata...) a lui un tempo noti. Il tutto aumenta la sua confusione interiore e risveglia dolorosi ricordi che emergono progressivamente. Irruento e ostinato, pagina dopo pagina Sergio inizia a percorrere una strada per trovare risposte ai crimini efferati e per fare luce suoi motivi per cui si ritrova a far parte di un gruppo di emarginati. In questo noir tutti, lui compreso, sono cattivi, seppur con diverse sfumature. Le meschine perversioni umane amplificate dalle tecnologie dell'era moderna sono sottolineate a tratti con estrema crudezza, ma Avoledo dosa il cinismo con intelligente ironia. Alla fine resta il piacere di aver speso bene le ore dedicate alla lettura del romanzo, tanto da domandarsi se per Sergio Stokar e la ricca galleria di personaggi comprimari ben sviluppati e originali ci sarà un seguito. Almeno per quelli sopravvissuti alle morti violente di cui il libro è ricco.
Lorenzo Marchiori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Gazzettino