Arriva il capofrazione anti-furto

Arriva il capofrazione anti-furto
Aumentano in provincia i furti in abitazione. Il Bellunese resta uno...

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Aumentano in provincia i furti in abitazione. Il Bellunese resta uno dei territori più sicuri d'Italia ma il trend positivo della delittuosità, in generale in diminuzione, inciampa sulle scorribande dei topi d'appartamento. I dati diffusi dalla prefettura parlano infatti di numeri in crescita per quanto riguarda i colpi messi a segno dai malviventi nelle case dei cittadini, che passano dai 154 del primo semestre del 2015 ai 162 del 2016. Anche il capoluogo, che sugli altri generi di delitti registra performance in miglioramento, su questo dato scivola, sebbene di poco: nel primo semestre del 2015 i furti in case private sono stati 37, quest'anno 38. Appena un caso in più, che tuttavia basta alla popolazione per trovare conferma al senso di insicurezza avvertito da mesi con il susseguirsi delle razzie. Se si guardano le annate precedenti, considerate nella totalità dei 12 mesi, certo, un sospiro di sollievo ci scappa. Se nel 2014 i furti nel capoluogo sono stati 560 nel 2015 sono scesi a 536 un calo del 4,3% che diventa del 28,9% se si considerano quelli in abitazione passati da 128 a 91. A ben vedere anche in provincia l'andamento è in discesa negli anni, con 2081 casi del 2014 e 1941 del 2015, di cui 475 in abitazione nel 2014 e 349 nel 2015. Tuttavia il presente spaventa. «Non c'è nessuna emergenza criminalità - ha dichiarato ieri, a margine del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica il prefetto Francesco Esposito -, i delitti in generale sono in calo tuttavia non ci rilassiamo e puntiamo a fare sempre meglio. Vogliamo ottenere ulteriori abbattimenti numerici migliorare la percezione della sicurezza nei cittadini». Per questo, da settembre, arriverà il capofrazione controllore. La figura verrà introdotta prima di tutto nei quartieri del capoluogo, con l'intento di estendere poi l'iniziativa anche agli altri comuni colpiti dai furti. In primis Mel e Lentiai. «Si tratta di implementare la rete di controllo sociale - ha spiegato Esposito - individuando un referente per ciascuna delle 52 frazioni della città di Belluno. Questi interlocutori saranno formati sulle indicazioni da dare ai concittadini e sulle banali misure di prevenzione e svolgeranno un ruolo di supervisori. Esattamente quello che naturalmente accadeva 30 - 40 anni fa nei paesi».
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Il Gazzettino