Nuovo grido d'allarme dei pescatori: le alghe killer soffocano le vongole

Abnorme proliferazione di alghe nel polesine
PORTO TOLLE - Allarme morìa nelle lagune del Delta del Po. A manifestare viva preoccupazione è Luigino Marchesini, presidente del Consorzio cooperative pescatori del...

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PORTO TOLLE - Allarme morìa nelle lagune del Delta del Po. A manifestare viva preoccupazione è Luigino Marchesini, presidente del Consorzio cooperative pescatori del Polesine che si fa portavoce dell'intero comparto. In una nota Marchesini segnala la criticità che sta mettendo in crisi il reparto molluschicoltura in svariati specchi d'acqua di Porto Tolle a causa della presenza di macro-alghe che generano anossia, ovvero mancanza di ossigeno che porta alla morte il prodotto. Una situazione è che è stata esposta pure durante la riunione della Commissione lagune di questi giorni, dove è stata avanzata una richiesta di urgente di aiuto per tutelare l'occupazione di 1.500 addetti che lì operano.

Una condizione che torna ciclicamente: a giugno 2022 Marchesini aveva denunciato il proliferare delle alghe che stava mettendo a rischio la produzione, mentre a luglio dello stesso anno era stato segnalato l'avvio di una morìa. Il tutto, a detta dei pescatori, per l'assenza di un piano vivificazioni efficace ed efficiente.
«Le lagune del Polesine versano in una gravissima situazione avverte il presidente - In particolare, la recente piena del Po, connessa alla inarrestabile proliferazione di maxialghe, con conseguente innalzamento della temperatura dell'acqua, provoca uno stato di agonia dei siti di allevamento dei molluschi. Temiamo fortemente che l'evoluzione del fenomeno che possa portare alla perdita totale del raccolto».
Nei giorni scorsi la presenza delle alghe aveva portato allo sviluppo delle cosiddette "acque bianche" con conseguente moria di vongole veraci. «Tale evento sta colpendo tutta l'area settentrionale della Sacca di Scardovari, tanto da dover bloccare la pesca rimarca Marchesini - Anche il flebile equilibrio presente nella laguna del Canarin è a rischio e la preoccupazione degli allevatori di questa sacca cresce di giorno in giorno, così come nella laguna del Barbamarco, che sta attraversando un periodo di particolare difficoltà».

VIVIFICAZIONE INADEGUATA
L'argomento del contendere è sempre la vivificazione, che per i pescatori è insufficiente a rispondere alle esigenze. «La causa principale di questa ormai cronica situazione di crisi, che sta sfociando in un disastro anche ambientale denuncia il presidente - deriva dall'inadeguatezza dei lavori di vivificazione, cosa porta all'intasamento delle bocche a mare e dei canali di ricircolo. L'ormai inarrestabile cambiamento climatico, che impatta in modo devastante su questi delicati ecosistemi, non fa altro che esaltare questa drammatica situazione che non è più sostenibile e che sta mettendo a repentaglio il maggior comparto economico del comune di Porto Tolle e del Basso Polesine».

CRITICA E APPELLO


Marchesini conclude con un appello "al presidente Luca Zaia e a tutte le autorità competenti affinché si adottino straordinari ed immediati interventi per fronteggiare una situazione che sta raggiungendo il punto di non ritorno". E con una critica. «Tutto questo avviene nel silenzio assoluto sia da parte delle istituzioni, che da parte di tutte le associazioni di categoria».

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Il Gazzettino