Kandinskij superstar, la mostra di Rovigo supera il tetto dei 50.000 visitatori

Il cavaliere errante, una delle opere di Vasilij Kandinskij in mostra a Rovigo
ROVIGO -  Il tuffo nei colori, nelle forme astratte, nell’arte popolare russa, in un percorso complesso e affascinante di un viaggio creativo originale, quello di...

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ROVIGO -  Il tuffo nei colori, nelle forme astratte, nell’arte popolare russa, in un percorso complesso e affascinante di un viaggio creativo originale, quello di Vasilij  Kandinskij, rende Rovigo una città assolutamente da scoprire. La mostra monografica “Kandinskij 1900 – 1940”, infatti, svetta in cima alla classifica delle esposizioni più visitate a palazzo Roverella.

C’è tempo ancora fino al 26 giugno per ammirarla, ma già vanta 51.627 visitatori; è quindi già destinata a sorpassare i dati finali di “Ossessione Nordica” che dal 2014 detiene il record di oltre 54.000 visitatori, “Giapponismo” nel 2019 che ha registrato 51.001 e “Secessioni” che ha chiuso nel gennaio 2018 con 42.000 presenze. Il cinquantamillesimo visitatore, Cristina Greggio di Rovigo, è stato accolto dagli organizzatori, che lo hanno omaggiato del catalogo dell’esposizione, di alcuni gadget (un segnalibro, un quaderno e una locandina) e di due biglietti per la prossima mostra del Roverella.
 

ANALISI DEI VISITATORI
La mostra, organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è curata da Paolo Bolpagni ed Evgenia Petrova. Ed è proprio la Fondazione a essere lusingata dal successo numerico raggiunto, importante perché dimostra, al di là di ogni altra considerazione, il successo della mostra che riesce a coinvolgere un pubblico di ogni età. Gli analisti della Fondazione, nel monitorare la mostra, valutano molto positivamente infatti la composizione dei visitatori che, soprattutto durante il fine settimana, è formata da persone di età compresa tra i 30 ed i 50 anni, un pubblico sostanzialmente diverso, più giovane, di quello di altre precedenti mostre rodigine. Molto importante è anche la presenza di famiglie, nuclei formati da papà, mamma e bambini, segno di quanto i colori di Kandinskij affascinano anche i più giovani.
Altro dato rilevante è quello degli utenti che hanno usufruito di visita guidata: sono oltre 9.000 le persone che hanno avvertito l’esigenza di approfondire i contenuti della mostra, scegliendo di visitarla con la guida di un esperto. Altissimo è anche il ricorso alle audioguide, indicativo della voglia di capire bene ciò che si ammira.

Il brillante bilancio sul fronte culturale e sociale va di pari passo con quello turistico: la mostra, a detta degli operatori commerciali ed economici, ha un impatto importate sul turismo a Rovigo, con bar e ristoranti affollati e hotel che, pur in tempi di contingenza non favorevole, mostrano il segno positivo. A completare una stagione che merita, secondo la Fondazione, l’appellativo di “favolosa” è anche l’ottimo andamento della parallela mostra su Giovanni Miani. Il Leone Bianco del Nilo: naturalmente, i numeri sono diversi, ma Miani sta avvicinandosi ai 10 mila visitatori, che per una esposizione documentaria è obiettivo straordinariamente positivo.
 

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Il Gazzettino