Il piccolo nella forra, papà lo salva dall'annegamento, ma è gravissimo

Il piccolo nella forra, papà lo salva dall'annegamento, ma è gravissimo
SOSPIROLO - L’escursione ai Cadini di Brenton della comitiva di amici si trasforma in un dramma: il bimbo pordenonese di 3 anni e 7 mesi vola per 10 metri finendo in una...

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SOSPIROLO - L’escursione ai Cadini di Brenton della comitiva di amici si trasforma in un dramma: il bimbo pordenonese di 3 anni e 7 mesi vola per 10 metri finendo in una delle vasche naturali nella valle del Mis e ora lotta tra la vita e la morte in ospedale. La comitiva stava percorrendo il sentiero che costeggia i Cadini verso valle quando il piccolo è scivolato precipitando e rimanendo in acqua per diverso tempo. La zona non aveva copertura telefonica e così per dare l’allarme alcuni componenti della comitiva hanno dovuto percorrere quasi un chilometro arrivando alla strada e all’osteria la Soffia. Intanto il padre è subito sceso assieme ad altre persone per recuperarlo.

 
La drammatica telefonata al Suem118 è arrivata ieri intorno alle 17.40: «È caduto non lo vediamo e non lo sentiamo più». L’operatore ha immediatamente inviato l’elicottero del Suem con medico e infermiere: con un verricello di 60 metri lo hanno recuperato. Rianimato, stabilizzato e imbarellato è stato portato subito in ospedale a Belluno. Ai Cadini sono arrivate 5 unità dei vigili del fuoco e col soccorso alpino hanno provveduto a far tornare la comitiva sul sentiero.


 I Cadini del Brentòn  sono cavità naturali scavate nella roccia. Per millenni il torrente, con il suo moto vorticoso, ha trascinato con sè frammenti rocciosi abrasivi e ha creato i brentoni, vasche profonde da uno a quattro metri. Se ne contano 15 in una successione di ripiani. Due cadini hanno una particolare forma a botte, con la cavità che si allarga al di sotto del bordo. Piccole spiaggette rocciose fanno da contorno. Se da una parte lo spettacolo rapisce per la bellezza del selvaggio, dall'altra occorre attenzione perchè è facilissimo scivolare sulle pietre bagnate. Fino a qualche decennio fa l'accesso all'area - che i bellunesi chiamano "i boioni" - era libero ed incustodito. Ora l'intera zona è rigidamente regolamentata dall'Ente Parco delle Dolomiti bellunesi: severamente vietato fare il bagno, recitano i cartelli all'entrata del sito.

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Il Gazzettino