Tornado, sono partiti gli sgomberi: 400 sfollati, psicologo di supporto

Tornado, sono partiti gli sgomberi: 400 sfollati, psicologo di supporto
Ad accompagnare il messo comunale e il vigile urbano c’è anche uno psicologo. Vedere la tua casa semidistrutta dal tornado è già un trauma, ma rischia di essere ancor più...

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Ad accompagnare il messo comunale e il vigile urbano c’è anche uno psicologo. Vedere la tua casa semidistrutta dal tornado è già un trauma, ma rischia di essere ancor più choccante ricevere la notifica dell’ordinanza del sindaco che intima lo sgombero. Perché devi allontanarti, non puoi più continuare a lavorare, non puoi più girare fra le macerie alla ricerca di oggetti cari e preziosi che ti sembrano appartenere a un’altra vita. È troppo pericoloso. C’è il rischio di crolli, come quello avvenuto sabato mattina quando una parte dell’abitazione al civico 36 di via Carrezzioi a Sambruson si è sgretolato improvvisamente, tanto che temeva che qualcuno fosse stato travolto dai calcinacci. Per fortuna si è trattato di un falso allarme.




Ieri pomeriggio, dopo le verifiche statiche dei tecnici dei vigili del fuoco, il primo cittadino di Dolo, Alberto Polo, ha dichiarato l’inagibilità per 132 immobili su 200: 90 sono gravemente lesionati o addirittura da abbattere. Sono tutti concentrati lungo le vie martoriate dal ciclone che si è abbattuto con violenza impressionante sulla Riviera del Brenta, mercoledì scorso: Carrezzioi, Seriola, Galvani, Tito, Meloni, Fratelli Bandiera, Riviera Martiri della Libertà, località Musatti.



«Il supporto psicologico - spiega Polo - ci è stato suggerito dall’Ordine regionale degli psicologi che all’indomani del disastro si è reso disponibile, distaccando in municipio un team di professionisti specializzati nell’assistenza a vittime di catastrofi. E non avete idea di quanto siano utili nel tentare di rincuorare, rassicurare, calmare anziani e giovani spesso incapaci di reagire all’incubo vissuto». La conta non ancora definitiva degli sfollati nel dolese si ferma a circa 400 e per assicurare loro una sistemazione adeguata l’Amministrazione comunale ha approntato un piano straordinario di ospitalità per 250 persone grazie alla disponibilità di diverse strutture ricettive della zona.



Polo ammette: «Credevo che l’accoglienza dei profughi fosse un problema ingestibile... Invece diventa un’inezia di fronte all’emergenza che ci siamo trovati a fronteggiare con il coinvolgimento generoso di tutti. Tranne quei turisti del selfie che ormai non sopportiamo più. Anche la loro è una forma di sciaccallaggio».



A Cazzago di Pianiga, finora l’unico edifico dichiarato inagibile, per la parte commerciale, è quello del Centro Mythos: le case danneggiate sono circa 200. Ma solo lunedì, annuncia il sindaco Massimo Calzavara, si farà una valutazione complessiva nel dettaglio. Sull’intero fronte spazzato dall’uragano gli interventi eseguiti dai vigili del fuoco del Comando provinciale sono stati in totale 290: sul campo ci sono ancora venti pompieri con nove mezzi. Ripristinata l’erogazione dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas, la difficoltà maggiore è di rimuovere e smaltire le montagne di detriti.

Veritas, società partecipata del Comune di Venezia, ha schierato un esercito di uomini e mezzi: 20 addetti e cinque scarrabili con il "ragno" con turni mattutini e pomeridiani, domenica compresa, per raccogliere e ammassare nei punti di travaso rifiuti misti e inerti. Sono 77 le tonnellate di rifiuti misti smaltite tra giovedì e sabato a Dolo e Mira.



E una ditta specializzata è stata incaricata di procedere con la bonifica dell’amianto: in particolare nell’area Pip di Giare a Mira ricoperta di lastre di eternit scaraventate sul terreno dalle raffiche di vento. Al riguardo il sindaco Alvise Maniero raccomanda ai volontari impegnati nelle operazioni di smassamento di utilizzare guanti e mascherine e di non maneggiare materiale contaminato. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino