Sopravvissuta al crollo del Ponte: «Torno a Genova per la maratona»

TRIESTE - «Ad aprile sarò a Genova per la mezza maratona, ci sarà tutta Italia». Lo ha promesso Rita Giancristofaro, una dei pochi sopravvissuti al crollo del Ponte Morandi di Genova la quale ha aggiunto che ci sarà «anche il personale dell'ospedale Galliera che si sta allenando. Per questo non vedo l'ora di riprendere a correre, una delle mie passioni più grandi».

Nata nel 1977, originaria di Lanciano (Chieti), ma residente a Trieste da 22 anni dov'è titolare di un'agenzia immobiliare, è tornata in città giovedì scorso e da allora è ricoverata all'Ospedale Maggiore. Razionale e distaccata, nonostante i numerosi interventi chirurgici alla quale è stata sottoposta in seguito allo schiacciamento di un polmone, a una emorragia interna, alla frattura di nove costole e altre complicazioni, Rita parla muovendosi con difficoltà poiché ha ancora entrambe le braccia ingessate.

Il 14 agosto stava andando a visitare l'acquario di Genova in macchina con il suo compagno, Federico Cerne, fisioterapista della squadra dell'Alma Basket di Trieste, anche lui sopravvissuto. Alle 11.46 stavano transitando sul ponte. «Stavo guardando il cellulare - racconta Rita - mi ricordo l'uscita dal tunnel, il boato e la strada che si sgretola sotto l'auto che poi inizia a cadere. Il ricordo successivo sono le voci dei soccorritori, prima un poliziotto della stradale e poi i Vigili del Fuoco».


 

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