Nelle scuole 700 bambini senza prof di sostegno: allarme dei presidi

UDINE - Con le prime chiamate che avverranno oggi il parco insegnanti della regione dovrebbe rimpolparsi e ridurre in parte le ormai note carenze di organico che stanno attanagliando l'avvio dell'anno scolastico 2018-2019. Ad anticiparlo la presidente dell'Associazione regionale dei dirigenti scolastici, Teresa Tassan Viol. «Mancano ancora all'appello docenti e soprattutto personale amministrativo, la scuola è partita a ranghi ridotti ha spiegato la preside che come molti altri colleghi si divide su più sedi, nello specifico tra il Leopardi Majorana di Pordenone e l'istituto comprensivo di Zoppola .

In molti casi l'orario di lezioni non è completo ma siamo fiduciosi che le difficoltà siano superate a breve; per la provincia di Pordenone per esempio sono stati convocati per domani (oggi, ndr) i docenti per gli incarichi annuali, molti posti scoperti saranno coperti con le disponibilità che ci sono, altre vacanze poi rimarranno in capo alle singole scuole per le supplenze brevi che non troveranno copertura». Tassan Viol aggiorna pure sul caos vaccini: «Fortunatamente i casi sono limitati, ma certamente ho avuto notizia che in diverse scuole i bambini che risultano non in regola, e i cui genitori pervicacemente hanno fatto questa scelta, sono rimasti fuori così come previsto dalla normativa». Altre grane che rimangono sul tavolo quella delle vacanze nelle dirigenze scolastiche, ben 70 sui 171 istituti in Friuli Venezia Giulia: «Un problema importante, in alcuni casi critico con Istituti che assieme al preside scontano l'assenza pure del direttore dei servizi amministrativi, vedi i casi di Meduno, Cordenons, Cordovado - conclude Tassan Viol - situazioni estremamente penalizzanti che vanno risolte al più presto». E infine il tema degli insegnanti di sostegno, con circa 700 bambini in regione che non hanno ancora un punto di riferimento per la mancanza di personale qualificato.

LO SCIOPERO Più di duemila insegnanti provenienti da tutta Italia, molti dei quali dal Friuli Vene, si sono radunati ieri davanti Montecitorio, in una manifestazione nazionale convocata da Anief e Cobas, per chiedere, per tutti i docenti abilitati, la riapertura delle Gae, graduatorie ad esaurimento. Ma non solo, le motivazioni che hanno portato allo sciopero si basano su una serie di inadempienze, mancanze e diritti lesi nei confronti dei lavoratori del comparto scuola. «Chiediamo semplicemente ascolto, quell'ascolto che da diverso tempo non si ha e la politica non ha nei confronti della scuola spiega Vittorio Forgione, referente per Udine dell'Anief -. Abbiamo chiesto audizioni parlamentari che non sono state concesse, è stato approvato il decreto dignità che non risolve il problema del precariato ma lo alimenta. Lo alimenta perché con l'ultimo trend delle immissioni in ruolo più della metà sono andate deserte, ma non perché non ci sono gli insegnanti».

Gli insegnanti sono scesi in piazza perché dovrebbero essere di ruolo e invece non lo sono o addirittura sono licenziati. «Il problema è facile da risolvere attacca ancora il rappresentante sindacale -, basta riaprire quelle graduatorie ad esaurimento per tutto il personale precario abilitato, come il Parlamento ha già fatto due volte nel 2008 e nel 2012. Riaprendo le graduatorie ad esaurimento finalmente si riapre un canale immediato di reclutamento a tutto il personale abilitato e questi posti non restano più vacanti ma vengono dati nei ruoli». In regione Friuli Venezia Giulia ci sono più di un migliaio di docenti e diplomati magistrale a rischio, per non parlare della mancanza di dirigenti scolastici, dove risultano coperti all'incirca il 60% dei plessi.

    

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