Sanità, tempi di attesa fuori controllo: l'Als stanzia 1 milione e assume

UDINE - Tempi d'attesa fuori controllo, anche per gli interventi sui pazienti ricoverati e l'Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine corre ai ripari con un milione di euro, risorse destinate a contenere le liste d'attesa, e un pacchetto di assunzioni. La decisione arriva dopo aver valutato i monitoraggi dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie ambulatoriali per utenti esterni secondo i diversi criteri di priorità e nelle diverse sedi aziendali, comprese le strutture private accreditate, ma pure dei tempi gli interventi chirurgici cosiddetti traccianti e per la presa in carico riabilitativa sia internamente all'azienda che nelle strutture private accreditate, monitoraggi da cui emerge una situazione critica.

Nelle linee annuali per la gestione del servizio sanitario e sociosanitario regionale per l'anno 2018 la Regione dispone che le Aziende documentino l'effettiva necessità di ricorso agli importi stanziati per l'abbattimento delle liste di attesa e l'impossibilità di farvi fronte con gli strumenti ordinari previsti e l'Asuiud ha messo nero su bianco la necessità di utilizzare oltre al finanziamento aziendale, anche un contributo sovraziendale aggiuntivo facente parte del fondo ex legge regionale 7/2009, tenendo conto che almeno il 40% del finanziamento deve essere impegnato per l'acquisto di prestazioni dagli erogatori privati convenzionati. Il fondo stabilito per l'Asuiud sfiora il milione di euro e comprende un finanziamento aggiuntivo rispetto al budget di 185mila euro per la Casa di cura Città di Udine e 185mila per le strutture private accreditate per attività ambulatoriale. Va precisato, inoltre che la logica organizzativa che caratterizza il sistema dell'offerta dell'Azienda non prevede vincoli di residenza, pertanto tutte attività per l'abbattimento dei tempi di attesa risentono dei flussi storici di mobilità dell'utenza delle aziende contermini.

AREE CRITICHE Sono diverse le aree critiche da potenziare con il finanziamento regionale, a partire dall'offerta di endocrinologia, dermatologia e neurologia, assicurando non solo il mantenimento dei volumi di attività per la prima visita, ma anche un incremento. Da rafforzare anche l'attività dell'anatomia patologica e il numero di sedute operatorie per neoplasie, soprattutto il tumore della mammella e alcuni interventi cardiovascolari come le protesi valvolari e di procedure di gastroenterologia. Al collasso anche le agende per una mammografia dove non si riesce ormai a rispettare nemmeno il criterio di priorità breve che richiede per legge l'esecuzione della prestazione entro 10 giorni, oggi non garantiti e l'obiettivo è di incrementare anche questa offerta, così come il numero di sedute operatorie di otorinolaringoiatria. Infine l'Azienda intende assicurare la dotazione organica del Gervasutta, in forte crisi sulle prese in carico riabilitative, tanto che a maggio si toccavano i 40 giorni di attesa per pazienti che avevano subito un'artroprotesi di anca e ginocchio o interventi per fratture e ernia discale. Per far fronte alla crisi saranno assunti nove dirigenti medici, due tecnici sanitari e due terapisti della riabilitazione per alcune aree critiche, dalla radiologia alla dermatologia, anestesia e riabilitazione, per una spesa di 440mila euro, mentre ulteriori 118.000 serviranno per acquistare oltre 1500 ore di prestazioni aggiuntive.

PRIVATO Infine, una quota di 350mila euro è destinata alle strutture private accreditate, una scelta motivata «non solo dalle criticità dei tempi d'attesa ambulatoriali per esterni, ma anche dalle attese più volte segnalate per i pazienti degenti presso il presidio di Udine e i follow up di patologia oncologica», in particolare per le aree di cardiologia, radiologia e riabilitazione. Così l'ospedale acquista 110 tac e 35 risonanze alla Sanirad, 120 ecocardiografie e 180 visite cardiologiche alla Friuli Coram, 400 tac alla Caca di Cura Città di Udine, 33 interventi di cataratta alla Salus e 150 risonanze all'addome all'Istituto Idr. Infine sono accantonati 20mila euro per eventuali prestazioni critiche nell'ultima parte dell'anno.
 

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