Padova. Ragazza vuole gettarsi dal ponte, salvata da due vigili. Il testimone: «Vorrei abbracciarli, sono stati degli eroi»

Enrico Fiorentin, già consigliere comunale, è stato testimone dell’episodio: «Dovevano solo fare le multe, invece sono riusciti in qualcosa d’incredibile»

Polizia locale
PADOVA - Doveva essere un normale turno in strada per sanzionare i furbetti del parcheggio che avevano lasciato le auto in divieto tra i vicoli del centro storico. Invece il...

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PADOVA - Doveva essere un normale turno in strada per sanzionare i furbetti del parcheggio che avevano lasciato le auto in divieto tra i vicoli del centro storico. Invece il sabato sera di due agenti della polizia municipale, un uomo e una donna, si è trasformato in un atto d’altruismo con attimi di grande tensione, in cui il loro intervento è stato decisivo per salvare una donna che minacciava il suicidio. È accaduto due notti fa e a testimoniare il coraggio e il sangue freddo dei due vigili urbani è Enrico Fiorentin, ingegnere e già consigliere comunale, che si è trovato ad assistere a una scena che non dimenticherà.

La ragazza sul ponte

«Era sabato sera, mancava poco alla mezzanotte – ha raccontato Fiorentin –. Avevo appena finito di cenare in centro con alcuni amici. Esco dal ristorante, sto tornando a prendere l’auto e mi trovo a passare per ponte San Leonardo (in zona Savonarola, ndr). Lì ho assistito a un episodio che mi ha scosso profondamente. Ho visto una giovane donna. Era appoggiata al cornicione del ponte, seduta rivolta verso il fiume. Da sola. Si dondolava e sussurrava». Le poche parole che Fiorentin ha potuto udire passandole vicino gli hanno gelato il sangue. «Voleva farla finita. Non c’erano dubbi – ha proseguito il racconto –. Per fortuna nelle vicinanze c’erano due agenti. Li avevano chiamati perché c’erano delle auto in divieto di sosta e loro erano lì per controllare».

L'intervento dei vigili

«È stata questione di attimi. Uno di loro – ha ricostruito Fiorentin – è corso sul ponte, l’ha afferrata e riportata sulla strada, salvandola. Lei però si divincolava con forza, era di certo in stato confusionale. Allora è arrivata subito anche la collega e mi sono fatto avanti pure io, anche se ero paralizzato e non sapevo cosa fare. Sono riusciti a trascinarla lontano dal parapetto, in un punto sicuro. La donna però continuava a volersi liberare dalla presa, continuava a ripetere che voleva farla finita. Frasi terribili. Ma ecco che i due agenti hanno saputo usare tutto il tatto possibile, chiedendo anche nel frattempo l’intervento di un’ambulanza. Nei minuti più critici ero tentato di dirle che un mio parente si è tolto davvero la vita pochi anni fa e che quando ci penso vorrei tornare indietro e dirgli che gli voglio bene. Invece ho taciuto e voglio pensare che ora, grazie a quei due agenti, lei possa aver trovato un aiuto vero».
«Loro hanno usato tutta la delicatezza possibile – ha spiegato –: quando lei si lamentava di non volere le mani addosso di un uomo, è intervenuta la collega donna. Usavano parole gentili e una professionalità incredibile, erano impeccabili nel tenerla ferma senza farle del male. E pensare che erano lì soltanto per fare qualche multa».

«Quello che è successo mi ha colpito profondamente – ha aggiunto l’ex consigliere –. Il nostro mondo è pieno di umanità e azioni positive: vorrei tornare indietro e abbracciare i due agenti che l’hanno soccorsa. Vorrei che dessimo sempre merito alle forze dell’ordine e a tutte le persone che fanno il loro dovere in silenzio, senza vantarsene e senza chiedere ricompense. Proprio a cena avevamo parlato delle malattie mentali e di quanto sia importante curare anche la mente, oltre al corpo. Quanto bene farebbe smettere di giudicare gli altri: forse impareremmo a accettare noi stessi nei nostri comportamenti, debolezze, volontà». 

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Il Gazzettino