Bufera sul pride, la sinistra risponde al sindaco: «Cultura retrogada, non servono nuovi sceriffi»

TREVISO - Il pride infiamma la politica trevigiana. Dopo gli interventi della diocesi e le indagini in corso da parte della Digos, la posizione del sindaco Mario Conte, a tornare...

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TREVISO - Il pride infiamma la politica trevigiana. Dopo gli interventi della diocesi e le indagini in corso da parte della Digos, la posizione del sindaco Mario Conte, a tornare sull'argomento  è anche la sinistra. «Nelle critiche del Sindaco di Treviso alla protesta, durante il Pride di sabato, sui gradini del duomo contro gli attacchi al diritto ad esercitare l’interruzione di gravidanza ci sembrano perfettamente aderenti alla logica di una destra che, in Italia, continua ad esprimere una cultura retrograda in materia di diritti e di libertà - spiega - Come sempre, il tentativo è quello di screditare i contenuti della protesta, della rivendicazione di diritti lamentando le “forme” dell’iniziativa politica in vece di rispondere alla richiesta di autodeterminazione delle donne sul loro corpo e sulla maternità. Con un refrain classico della destra che non vuole, appunto, affrontare il merito della questione, il Sindaco lamenta che l’iniziativa davanti al duomo avrebbe “danneggiato” chi lavora per i diritti, chi si occupa di tematiche “così importanti”. E, secondo un copione, altrettanto scontato, tenta di dividere gli organizzatori dei “pride buoni” da quelli dei “pride cattivi"».

La sinistra in prima fila al pride: "Non abbiamo di nuovi sceriffi"

La sinistra, dopo la risposta a Conte, ha anche sottolineato la propria presenza a tutte le iniziative legate al pride e al sostegno dei diritti. «Noi, invece, abbiamo partecipato a tutte le iniziative di questo tipo che si sono svolte a Treviso nel corso degli anni e continueremo a parteciparvi perché pensiamo che ogni iniziativa, ogni spazio ogni momento di rivendicazione dei diritti, di impegno per la libertà delle persone sia importante per la vita della comunità civile - aggiungono - E pensiamo che si tratti di momenti che devono essere tanto di festa quanto di espressione del conflitto perché, purtroppo, sulla strada dei diritti il nostro Paese ha ancora molto da fare soprattutto a livello legislativo. Siamo particolarmente soddisfatti dell’accoglienza che la città ha riservato al corteo del Pride che è stato accolto e accompagnato da centinaia di trevigiani che lo hanno seguito lungo le strade e nelle piazze manifestando la loro solidarietà. Di tutto questo non c’è traccia nelle parole del Sindaco che preferisce “nascondersi” nella critica all’episodio del corteo che ha suscitato polemiche, invece di dirci “da che parte sta”, d quella dei diritti o da quella dei suoi compagni di partito Pillon e Fontana. Comunque, non abbiamo bisogno di nuovi "sceriffi" che chiamano la questura perché siano presi provvedimenti».

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Il Gazzettino