Il poligono del Cellina Meduna non è contaminato da metalli pesanti

Alcuni studi dell'Arpa sul sito del poligono
CORDENONS, SAN QUIRINO e VIVARO (Pordenone) - I campioni di suolo prelevati nell'area C del poligono del Cellina Meduna non presentano contaminazioni da metalli pesanti,...

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CORDENONS, SAN QUIRINO e VIVARO (Pordenone) - I campioni di suolo prelevati nell'area C del poligono del Cellina Meduna non presentano contaminazioni da metalli pesanti, amianto e idrocarburi. Lo rende noto una nota congiunta del Comando Militare Esercito Friuli Venezia Giulia e dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, Arpa, a conclusione della Conferenza dei servizi che si è svolta ieri mattina, mercoledì 18 luglio, nella xaserma Mittica di Pordenone.


L'incontro 
All'incontro, organizzato dal Comando Militare Esercito Friuli Venezia Giulia in qualità di rappresentante dell'Amministrazione della Difesa, hanno partecipato, oltre ad Arpa, rappresentanti dell'Azienda per l'assistenza sanitaria 5 del Friuli occidentale, della Prefettura di Pordenone, i Comuni di Cordenons, San Quirino e Vivaro, della Leochimica, impresa cui era stato affidato il compito di eseguire le analisi, della Brigata Ariete e del 12° Reparto Infrastrutture dell'Esercito.

Gli esami di Leochimica
La Regione Friuli Venezia Giulia ha fatto pervenire alla conferenza il proprio parere. Le attività di caratterizzazione, che hanno comportato il campionamento e l'analisi di un centinaio di campioni di suolo e la perforazione e analisi di un piezometro, sono state condotte dalla società Leochimica. Arpa ha presenziato a tutte le fasi di ampionamento eseguendo il controllo in contradditorio sul 10% dei campioni e validando l'intero processo.

Uno studio avviato nel 2013
Preso atto di risultati contenuti nella documentazione prodotta da Leochimica e validate da Arpa, la Conferenza ha quindi dichiarato concluso il procedimento di caratterizzazione e definito il sito come non contaminato. Durante la conferenza sono state riepilogate le principali tappe relative all'intero piano di caratterizzazione del poligono, il cui inizio risale al 2013. Durante una prima fase erano state effettuate le verifiche e gli interventi relativi agli aspetti radiologici, fase conclusasi nei primi mesi del 2017 con la rimozione dei frammenti ritenuti inquinanti ad opera degli operatori specializzati del Cisam, il Centro interforze studi e applicazioni militari di Pisa, e la messa in sicurezza dell'area.

Un iter di assoluta trasparenza
Successivamente, la ricerca di elementi inquinanti si era concentrata sui metalli pesanti, sull'amianto e sugli idrocarburi. Le analisi, condotte all'inizio del 2018, hanno portato ai risultati presentati ieri e alla dichiarazione di sito non contaminato. Soddisfazione per il risultato è stata espressa da tutti i rappresentanti che hanno evidenziato l'importante sinergia che ha contraddistinto tutti i lavori nel comune intento di garantire la tutela della salute di cittadini e lavoratori in un quadro di assoluta trasparenza.


Soddisfatto il comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, che ha voluto sottolineare l'attenzione alla tutela ambientale e alla sicurezza sui posti di lavoro da parte dell'Esercito e della Difesa in generale. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino